Vitucci, va dove (non) ti porta il cuore

Fonte: La Provincia Varese
Polonara e Vitucci
Polonara e Vitucci

(Roberto Prini) - 250mila euro all'anno sono tanti soldi. Soprattutto per chi tiene famiglia, moglie e tre figli. Il contratto, dicono, più pesante per un allenatore di serie A. Non so, e nemmeno mi frega niente, se Avellino, che ieri sembrava sul punto di sparire, domani potrà onorare la promessa. Saranno problemi di Francesco Vitucci. A cui Varese ha garantito uno stipendio inferiore, diciamo la metà, ma per tre anni. 500mila euro in due stagioni ad Avellino contro 400mila circa in tre a Varese. Una bella differenza, senza dubbio. A riportare in equilibrio la bilancia, però, il fatto che Varese giocherà una Coppa che in Irpinia vedranno solo in tv e che a Varese Francesco Vitucci avrebbe continuato a lavorare con lo stesso staff, in campo e dietro una scrivania, e con una parte del gruppo di giocatori che quest'anno ha regalato soddisfazioni indimenticabili alla Città Giardino. Insomma Lo Nero e Vescovi hanno dato quelle garanzie tecniche che Vitucci chiedeva all'indomani della semifinale con Siena. Eppure non è bastato per convincere l'allenatore a rimanere al suo posto. Nonostante un contratto firmato un anno fa in scadenza nel 2014. Cartastraccia, evidentemente. Che procuratori, giocatori e allenatori dello sport italiano (il calcio ne è l'esempio) impugnano quando e come vogliono in nome di una scelta di vita e alla faccia di correttezza e lealtà. Salvo poi condurre campagne "moraleggianti" quando sono le società a rivedere al ribasso contratti in essere. Euro e dollari regnano sovrani, insomma, ed a questa logica non si è sottratto Francesco Vitucci, figlio di Venezia, fulgida maestra nell'arte del commercio. Si apre il borsellino e si stringe il cuore che ormai, nonostante quanto scriva Susanna Tamaro, non porta più da nessuna parte e a nessuna scelta. «Per stare a Varese - diceva un anno fa Francesco Vitucci alla sua presentazione ufficiale - serve gente dalle giuste motivazioni. Gente che capisca e senta la tradizione che c'è qui e che non si trova da altre parti». Con poche parole entrò subito nel cuore dei tifosi e della città. Già il cuore: aveva vinto subito, anche se poi non avesse fatto quanto ha fatto. Ora la retromarcia: il ritorno indietro ad Avellino e una scelta non certo di cuore. Peccato che sia finita così, soprattutto per tutti quei ragazzi che si sono spellati le mani per applaudirlo a Masnago ed in piazza Monte Grappa per una festa indimenticabile. Per un gruppo indimenticabile, tranne uno. Se Francesco Vitucci se ne vuole andare, dopo una stagione e una dimostrazione d'affetto così, prego si accomodi. Gli uomini (di qualunque pasta siano fatti) passano. Varese resta. Col cuore. Nel cuore

 

Redazione Pianetabasket.com
autore
La redazione di PianetaBasket.com è composta da giornalisti e collaboratori specializzati. Il portale è un punto di riferimento in Italia per notizie in tempo reale su NBA, EuroLeague, Serie A, mercato, risultati e analisi.