Un'idea per il rilancio dei campionati giovanili
(Matteo Cardinali) - Maggio, mese generalmente dedicato alle fasi finali dei campionati giovanili. Un mese importante anche e soprattutto per la scuola, dove compiti e interrogazioni viaggiano a ritmo giornaliero.. proprio per cercare di recuperare il terreno perduto nei mesi precedenti.. I professori ti martellano quotidianamente, ti costringono a studiare anche la sera..
Lo sport – come la scuola - arriva nella fase più delicata, dopo un anno di campionati (non sempre regolari..) tra partite di andata e partite di ritorno, mesi e mesi di sacrifici da parte di tutti gli addetti ai lavori, dagli allenatori agli atleti, dalle mamme che si fanno in quattro per i trasporti dei propri figli da e verso le palestre ai dirigenti che cercano risorse economiche sempre più esigue in un tempo di crisi più sociale ed esistenziale che economica..
Un quadro tutt’altro che idilliaco che nemmeno il Vincent Van Gogh nel Giardino di Daubigny avrebbe potuto dipingere.. quel risveglio primaverile dove tutto è sincronizzato, dove i colori sono più brillanti, l’aria tersa e frizzante, le piante rigogliose e i fiori profumati.. tutto insieme, dove ogni elemento si completa con gli altri per raggiungere l’armonia della natura, della vita..
Tutto questo non succede nel nostro mondo, dove scuola e sport viaggiano su strade opposte ed inconciliabili..
E’ così difficile programmare le fasi finali dei campionati giovanili di sabato e domenica dove tutti, dai parenti agli amici, dai curiosi agli adepti possano assistere alle partite decisive che dovrebbero rappresentare la festa finale e lo spot principale per il nostro sport così miseramente caduto in basso? Che senso ha organizzare le final four di tutte le categorie nei giorni infrasettimanali? Ci si rende conto della difficoltà dei trasporti? E avete idea di quale tristezza sia far giocare i nostri ragazzi in palestre semi-deserte? Per non parlare poi del problema sublime: la scuola. Gli facciamo perdere un giorno oppure gli facciamo fare avanti e indietro tra casa, scuola e palazzetti lontani per poi farli tornare a casa la sera tardi, farli alzare presto per un altro giorno in classe (dove arriveranno impreparati per non aver studiato il giorno prima) e rischiare un brutto voto perché c’è sempre l’interrogazione di turno?
Ha un senso tutto ciò?
Non lamentiamoci del calo degli iscritti e dell’appeal generale se si commettono errori di programmazione così marchiani che denotano una scarsa cultura sportiva ed una falsa preparazione manageriale. (guardate oltreoceano cosa succede nei campionati giovanili americani dove la stagione sportiva, dai licei all’università, finisce con la March Madness….).
Le fasi finali dei campionati giovanili potrebbero rappresentare quel volano per la rinascita di cui abbiamo strettamente ed urgentemente bisogno.
Pensate solamente cosa comporterebbe per tutti l’organizzazione dei weekend sportivi, dalle strutture ricettive al coinvolgimento dei ragazzi e ragazze delle scuole proprio per promuovere il nostro sport e cercare nuovi iscritti..
Follia? Desiderio? Speranza?
Non siamo altro che dei dinosauri presuntuosi che non sanno che arriverà il meteorite..
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