In Serie A le formazioni campane suonano a festa !
(Sandro Spinetti) - Varese passeggia su Roma, Caserta sferra un diretto a Cantù, Siena sbranata dai ….. lupi, mentre Milano prende una salutare boccata d’ossigeno sassarese alla vigilia di Pasqua e Reggio certifica l’ingresso al play off in una giornata che tra le campane pasquali, quelle …. Campane e la “ bella madunina” che rialza la testa, se ne sono viste delle belle..
La prima considerazione da fare è che Milano vince più in trasferta ed anche su campi ostici (Roma e Sassari), che tra le mura amiche, dove ha ceduto le armi e la faccia a squadre di 2^ e 3^ fascia (Avellino, Brindisi, Cremona, Montegranaro).
La seconda riflessione riguarda il gioco di Milano, affidato più ai singoli che alla coralità di squadra, una caratteristica che è emersa anche a Sassari ed è la pecca più grande di un Gruppo che ha evidenti difficoltà mentali nel gestire un’intera partita.
Milano, straripante per 14’, perché spinta da un insolito orgoglio e soprattutto libera mentalemente da alchimie, tattiche di gioco e punteggi da amministrare, quando ha raggiunto i 19 punti di margine ha dovuto pensare, ha rallentato, ha giocato sul perimetro, ha cercato più i falli del canestro ed è ripiombata nelle sue incertezze, nell’incapacità di scegliere soluzione ed uomo, nel rinnegare (incosciamente) ogni rapporto di squadra.
Tuttavia, dall’uovo di Pasqua aperto a Sassari è uscita una “folata di ossigeno puro” ed una vittoria importante sotto ogni punto di vista, anche se non fa certo primavera (resurrezione) ed una insperata classifica (ringraziare Caserta ed Avellino), ma allenta la morsa della tensione e ridà a Scariolo un extra time che ad altri non sarebbe stato concesso e che ora non deve sciupare.
Milano ha vinto, ma è soprattutto Sassari che ha perso, denunciando una stanchezza fisica ed un logorio mentale che deve far riflettere (3-4 giorni di riposo non guasterebbero), evidenziati soprattutto in difesa, con molti giocatori ritti sulle gambe e sempre in ritardo sui rimbalzi e sulle palle vaganti.
La conferma di questa complessiva stanchezza è proprio sottolineata dalle buone prestazione dei meno attesi: di Travis Diener (al rientro) e di Tom Easley (messo in discussione), mentre per Thornton, Ignerski e Drake Diener (23 punti molto estemporanei), ha lampeggiato la prima riserva.
Dalle altre gare della giornata giungono risultati del tutto inattesi, a cominciare da Cantù-Caserta, vinta dalla squadra campana, che conferma quanto dicemmo qualche giorno fa: al cambio Markoishvili-Mancinelli la Brianza non ci ha guadagnato e l’annunciata partenza di Trincheri ha fatto il resto.
Varese-Roma era la partita di cartello della pasquetta ed i romani, in gita fuori porta, hanno pensato bene di onorare la tradizione tutta romana di andare per….prati. La sconfitta rallenta solo la scalata al 2° posto (Sassari è per ora salvo), ma rende più difficile la conservazione del 3° gradino sotto contatto altrui.
Infine Reggio che la spunta a Brindisi e chiude, salvo impensabili stravolgimenti, la porta della griglia playoff, che resta ormai riservata alle attuali migliori 8: Varese, Sassari, Roma, Siena nelle prime 4, Cantù (che ha sciupato un’occasione migliore), Milano (attesa da alcuni scontri diretti e da una crescita nel gioco), con Reggio e Venezia nelle posizioni più in basso.
Tra le prime, Roma, dopo Varese, è attesa anche a Sassari, Siena dopo Avellino deve sbrigare positivamente la gara con Cremona se vuole puntare almeno al 3°, mentre Cantù ha ancora un buon calendario ed uno eventuale spareggio con Milano da giocare in casa.
Biella ha ammainato la bandiera, solo la matematica la tiene ancora in vita, la scialuppa contro i "pirates" di Recalcati è finita contro gli scogli anziché andare in porto.
Ma al di là di tutto, la cosa positiva sono l’ìncertezza del risultato finale (titolo) e la crescita di alcuni Italiani (Polonara, De Nicolao, Gentile, Melli, Hackett), mentre nubi si addensano sui bilanci di alcuni Club ed altri non semmbrano più in grado di reggere un assurdo ritmo (spese oltre misura).
Prendiamo per ora quanto di buono è emerso, ma apprestiamoci ad una profonda riforma se vogliamo che il nostro Campionato di Serie A recuperi smalto, credibilità ed entusiasmo.
Una Riforma che potrebbe contemplare: riunire A e Lega2 in un campionato a 20 o 24 squadre divise in 2 gironi, un massimo di 4 giocatori stranieri (non nati in Italia) + 2 a chi disputa le coppe europee, un salary cup per un massimo di 4 milioni di euro.
Saremo in grado di fare questa (necessaria) rivoluzione ?
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