Taylor vs Gibson: sfida tra big

Lo scontro diretto per i play off di Brindisi è anche il duello tra i migliori cecchini del campionato.
Fonte: Il Resto del Carlino
Donell Taylor-Jonathan Gibson
Donell Taylor-Jonathan Gibson

RESTA O SE NE VA? Non si capisce. Forse non lo sa nemmeno lui, le 'coppe' lo tentano ma il suo istinto di bomber io frena: a Reggio è primattore altrove non si sa. E allora? Intanto si concentra sull'imminente sfida di Brindisi (sabato, ore 20,30) e, senza troppo clamore, prepara l'attacco ferale a Gibson che gli contende io scettro della classifica marcatori a suon di canestri. (19.5 punti a partita). Il 'Black Mamba' dei-la Trenk, che all'andata (2 dicembre, vittoria Enel per 78-75) incappò in una prova negativa, è pronto ai duello.

Taylor un rapidissimo 'flashback': è ancora arrabbiato per la sconfitta con Varese?
«Un po' si, è normale...Ma guardiamo avanti, il focus è su Brindisi».


Appunto; è il match più importante della stagione?
«Sicuramente, se li battiamo per loro sarebbe dura venirci a prendere. Se poi li battessimo di 4 sarebbero spalle al muro. E' un big match».


Enel-Trenkwalder è anche Gibson contro Taylor, una sfida nella sfida che entrambi vorrete vincere.
«E' una motivazione in più che certamente ho in un angolo della mia testa, ma prima viene la vittoria, poi la squadra e infine io».


Vi marcherete l'un l'altro?
«Come al solito lo sapremo solo il giorno della partita, ma sono convinto di sì. La mia difesa contro la sua difesa, il mio attacco contro il suo attacco con un unico obiettivo: portare i nostri team ai piayoff».


Come ci si sente ad essere il 'go to guy' della propria squadra? E' difficile gestire la pressione?
«Sono quasi imbarazzato di essere definito così, nella mia carriera ho sempre cercato prima di tutto di giocare bene, nient'altro. Ora effettivamente il mio ruolo è questo, sento la responsabilità di dover fare le scelte giuste, non la pressione».


Insomma, gira e rigira sì ritrova sempre una similitudine con Kobe; dovete portare le vostre squadre ai playoff.
«E' una cosa strana effettivamente, ma voi siete pazzi a pensarlo (ride, ndr). La sua più grande qualità è la leadership che ha e che si è guadagnato con l'esempio, io cerco di essere questo per la mia squadra».
 

Un leader che non andrebbe perso in estate, possiamo sperare di rivederla qui anche l’anno prossimo? I suoi agenti hanno ricevuto offerte?
«Per mia scelta ho detto loro che non voglio sapere nulla sino alla fine dei campionato, non voglio pensieri che mi distraggano. Certo, sono quasi sicuro che stiano parlando anche con Reggio: qui sto bene».


L'Eurolega potrebbe però avere un fascino irresistibile?
«Dal primo giorno in cui ho iniziato a camminare ho avuto un chiodo fisso: giocare a basket il più possibile. Ovvio che preferirei giocare due volte a settimana e fare una coppa, piuttosto che giocare una volta sola...».

 

 

PIÙ CHE UN GIOCATORE, una mitragliatrice. Jonathan Michael Gibson, combo guard di Brindisi, è soprattutto questo: un'arma letale. Ne sa qualcosa la Pallacanestro Reggiana, freddata nel match di andata da una tripla del cecchino californiano proprio a fìl di sirena. NON UN CASO, non un episodio isoiato, per un ragazzo (classe '87) che ha mire Nba ed ha sempre fatto cesto con facilità. Il top scorer (ex aequo) della nostra serie A si racconta ai nostri taccuini.

Sabato affronterà di nuovo Reggio, vuole spezzarle il cuore come all’andata?
«Sarebbe bello! (ride) Certamente la voglia di vincere è la stessa di alcuni mesi fa».


Brìndisi però sembra in netto calo rispetto all'andata.
«Abbiamo perso 5 partite a fila, quasi tutte di pochi punti...Siamo arrabbiati, ma ora c'è l'occasione giusta per lasciarsi tutto alle spalle».


Per voi è una partita da 'dentro o fuori?
«Io la considero così, è un match senza domani: se vincesse Reggio per noi sarebbe durissima andare ai playoff».


Sembra pronto per la battaglia.
«Sempre pronto...Sarà una sfida dura, intensa, dovremo mettergli pressione sin dall'inizio, ma sono convinto che verrà fuori una grande prestazione. Noi dobbiamo giocare di fisico, correre e andare in contropiede, stop. Il resto verrà da sé».


Brindisi contro Reggio è anche Gibson contro Taylor, uno sfida nella sfida per i due bomber del campionato.
«Già, un motivo in più per fare bene. Sono fra i primi due dall'inizio dei campionato e voglio vincerla, ma è chiaro che conta di più una vittoria di squadra».


Cosa si prova od essere il 'go to guy' (finalizzatore) della propria squadra? È difficile gestire la pressione?
«Mi trovo in questa situazione da sempre, ai college (New Mexico State, ndr) all'high schooi.. .Tutti credono in te e ripongono la fiducia nelle tue mani, per me è un onore anche se è ovvio che la pressione si sente: devi sempre dare l'esempio e il gioco non mente mai».


Sarà lei ad occuparsi della marcatura di Taylor?
«E' molto probabile, tutti e due dovremo essere bravi sia in attacco che in difesa e continuare a giocare la nostra pallacanestro, pensando ai punti, ma anche ai rimbalzi e agli assist. Si è leader in tanti modi».


Quali sono i suoi progetti per il futuro?
«Portare Brindisi ai playoff, vincere più partite possibile e poi in estate trovare spazio in Nba».
 

L'estate scorsa è stato in prova ai Celtics, tornerà con loro?
«Non so, ma sono ancora arrabbiato per com'è andata a finire perché mi sono fatto male alla schiena proprio prima della Summer League e ci sono arrivato fuori forma, questa volta non fallirò».


Francesco Pioppi

Redazione Pianetabasket.com
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