Adesso Roma fa paura

Adesso Roma fa paura
© foto di Foto Savino Paolella

(Mario Arceri) - Se perfino Peter Lorant, generoso combattente e ruvido difensore, arriva a servire ben otto assist in una partita, è il caso di cominciare a guardare con un po' di rispetto in più questa Acea Roma che conferma il terzo posto e, con la complicità del rovinoso ko di Sassari a Cremona, fa un altro piccolo passo verso la seconda posizione, distante ormai solo due punti, mentre alle sue spalle ascolta lo splash dell'Armani e attende la sfida ad eliminazione di questa sera tra Siena e Cantù.

Insomma, il campionato continua a sorprendere. Se Roma non può più essere considerata una...

meteora, anche se non è il caso di dare via libera agli entusiasmi che troppo spesso si sono dimostrati letali per la squadra capitolina, la giornata di ieri ha fatto registrare un buon numero di risultati inattesi. In alto, dove Varese ha sofferto ma ha superato Reggio Emilia (secondo stop consecutivo) riacquistando la vetta in solitudine per lo stop di Sassari, in basso dove Avellino, Montegranaro e Pesaro hanno dato una bella scossa alla classifica andando a vincere in trasferta su campi per niente facili: Brindisi (s'allunga pericolosamente la serie di sconfitte), Milano (dopo quello con Cremona un altro ko interno con una squadra della metà bassa della classifica) e Caserta (che aveva appena battuto Siena).

Vale la pena di approfondire alcune delle indicazioni emerse in questa venticinquesima giornata, al netto naturalmente di Siena-Cantù ancora da giocare e che, verosimilmente, assegnerà il quarto posto, e in attesa di Varese-Roma che lunedì prossimo si propone come il vero match-clou della giornata.

Varese, appunto, che cade (a Sassari di un - contestatissimo - punto) e riparte. Con Roma finora è 1-1: ha perso nella Capitale, ha vinto nella semifinale di Final Eight a Milano, ma lì Datome era a mezzo servizio. Roma vanta finora il 75% di vittorie in trasferta (tra cui Cantù e Siena) e in questi ultimi due turni ha anche migliorato il saldo attivo sul proprio campo (66%: otto vinte e quattro perse). A Varese sosterrà il test decisivo sulle sue qualità di squadra "corsara" (come si diceva una volta) e, più in generale, sulle sue possibilità di confermarsi nella lotta di vertice che al momento (e a meno di clamorosi sconvolgimenti nel corso dei play off, che Roma ha già matematicamente acquisito) vede fuori dai giochi le tre squadre più gettonate (Milano, Cantù e Siena) e ben inserite, invece, una apprezzata fin dall'inizio (Varese), un'altra alla quale si attribuivano buone possibilità (Sassari) e una terza che invece è sicuramente un'outsider, e cioè Roma.

Tra l'altro, con la formula dei sette potenziali confronti per ogni turno di play off, le evidenziate qualità di squadra da trasferta (come anche per Milano: 9 vinte e appena 3 perse lontano dal proprio pubblico rispetto ai 5 successi e alle ben 7 sconfitte sul proprio campo) potrebbero legittimare all'Acea speranze inconfessate e, se non altro per scaramanzia, inconfessabili.

Con Datome tornato a segnare, gasato anche dall'interesse evidente della Nba, con Goss sempre più responsabilizzato dal ruolo di grande saggio del gioco di Calvani, con Taylor in ripresa, con Lawal che continua a viaggiare in "doppia doppia" cercando di contribuire al collettivo, con Jones che si è liberato dei fantasmi che lo hanno accompagnato per buona parte della stagione, con gli… assist di Lorant, Roma può essere la "mina vagante" di un campionato strano in cui le favorite d'avvio torneo stentano e deludono eppure nessuno si sogna di escludere dalla lotta per lo scudetto. Tra l'altro, se Roma dovesse passare a Varese, avvicinando quindi la vetta della classifica, l'ingegner Toti dovrebbe cominciare a preparare le chiavi per riaprire il Palazzo dell'Eur.

Il giorno di Pasquetta offrirà quindi un match ad alta quota e di alto contenuto spettacolare, con la sfida tra Dunston e Lawal, i migliori quest'anno nel ruolo, tra Datome e Polonara, tra De Nicolao e D'Ercole, tra Green (ieri in ombra) e il giovane Taylor, tra Jones ed Ebi Ere, tra Banks e Goss, con il bravissimo Francesco Vitucci che dalla panchina può sempre tirare fuori quel Sakota dalle mani d'oro che già in Final Eight fu letale per l'Acea, mentre Marco Calvani ha indubbiamente minori soluzioni di riserva soprattutto sul perimetro, non rappresentando ancora il somalo Faisal Aden un'alternativa credibile.

Roma, come già a Caserta (17-7 nell'ultimo quarto), contro Venezia (57-44) e prima ancora a Siena (47-31), si è espressa al massimo nella seconda parte della gara con un parziale di 57-32 terribilmente eloquente. Meno fortunata era stata a Reggio Emilia (37-29 nel quarto conclusivo e addirittura 30-14 negli ultimi tre minuti!) perché eccessivo era il passivo accumulato nei 37 minuti iniziali (19 punti). Questo sta a dimostrare come Calvani abbia saputo lavorare bene sul fondo atletico della squadra, come i suoi giocatori sappiano sostenere e imporre il proprio ritmo nelle battute finali, come il gruppo abbia sufficiente coraggio, determinazione e serenità per reagire spesso con successo anche alle situazioni più difficili.

Lodata fin troppo Roma, a ripercorre i risultati di ieri balza all'occhio il nuovo catastrofico stop interno di Milano contro una pericolante, con Recalcati che ha dato una bella lezione a Scariolo con un Montegranaro che vive alla giornata senza certezze per il futuro. Altro bellissimo esempio di dedizione alla maglia di quelli della Sutor che hanno battuto la potente e ricca Armani. E se sette giorni fa Cremona aveva prevalso di soli tre punti, stavolta il ko è stato netto e indiscutibile, il punteggio sempre a favore di Montegranaro, avanti anche di venti lunghezze. Si apre un'altra settimana di aspre polemiche per l'Armani, nè può valere a giustificazione l'assenza di Hairston. Discreto Gentile, sempre meno efficace Melli, la partita l'hanno vinta i Cinciarini, i Di Bella, gli Amoroso ed anche Luca Campani, scuola Reggio Emilia, un 2.08 che ha infilato due triple nel canestro milanese.

Con Lakovic al palo, la seconda giovinezza di Valerio Spinelli trascina l'Avellino ad un nuovo successo siglato dal 5/5 nel tiro pesante di Taquan Dean. Brindisi va sotto nel secondo quarto (8-21 il parziale) e non basta il gran finale di Gibson per salvare l'Enel che vede allontanarsi il play off: Venezia ha travolto Biella volando a +4 rispetto a Brindisi che, con l'Angelico sempre più confinato all'ultimo posto, naturalmente non rischia, ma che puntava a un piazzamento e a una stagione più prestigiosi. Avellino, tra l'altro, deve ancora recuperare la partita con la Virtus Bologna e potrebbe quindi agganciare al nono posto la stessa Brindisi, ma anche Caserta (piegata seccamente dalla Scavolini) e Cremona  che invece dopo aver fatto soffrire Roma ed esser passata a Milano, ha mietuto un'altra vittima illustre, fermando la corsa di Sassari, peraltro priva del genio di Travis Diener. Bravi Gresta e la società ad apportare i ritocchi sufficienti e a studiare gli impieghi migliori dei giocatori, in particolare di Luca Vitali, completamente rigenerato, alla sua migliore partita degli ultimi anni.

Redazione Pianetabasket.com
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