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PALLA A SPICCHI

Passano le Olimpiadi... ma lo Sport nella scuola resta al palo

18.08.2012 13:35 di Sandro Spinetti  articolo letto 421 volte

Il venerdì di Repubblica definisce l’Italia una Nazione Sportiva di Serie B ed elenca i tanti mali del nostro Sistema e non si dimentica di sottolineare (in rosso) la colpevole assenza l’ignavia della Politica.

Le Olimpiadi sono una carnevalata per l’editoriale (in parte ha ragione a queste dimensioni economiche e con questi lustrini mediatici), ma avrebbe dovuto anche dire che le Olimpiadi sono e restano il massimo appuntamento dello sport mondiale e che solo la mercificazione ed il carosello mediatico le hannno ridotte ad un luna park.

La Nazione e la Presidenza della Repubblica celebrano le medaglie olimpiche (giusto tributo ai nostri Atleti), ma si dimenticano che siamo un Popolo di obesi (giovanissimi), di sedentari (la maggior poarte di noi) e di calcio dipendenti (tutti).

Il solo sport che regna è il calcio, uno sport nel DNA nazionale, che ha molti meriti (anche economici), ma che ha anche il demerito di  essere un cattivo esempio per le altre discipline ed è ormai giunto a livelli di esaperazione economica e scandali sportivi che non sono più ammissibili e giustificabili.

Un Popolo che stenta ad arrivare a fine mese, dove la cassa integrazione sta divenendo quasi un posto fisso, le tasse sono una ghigliottina sempre più affilata, ci si prostra e si accettano i milioni (miliardi in lire) del mercato pallonaro.

Nel contempo, il C.O.N.I, le Federazioni e le Società Sportive si lamentano perché mancano le risorse, ma non guardano a spese per sostenere lo sport di vertice: il resto, alla Monti, che si arrangi.

L’editorialista e lo stesso Presidente del CONI denunciano ed ammettono che la totale assenza dello sport nella scuola (almeno programmato ed organizzato), sono la causa prima della nostra decadenza sportiva, della dispersione di tante generazioni, dei controsensi che rendono solo parole quello che dovrebbe essere applicazione e pratica.

E’ stata istituita la Facoltà di Scienze Motorie (ex ISEF), ma nelle Scuole i laureati non ci passano ed i Ministri di turno se ne fregano di istituire degli adeguati programmi.

Ci si lamenta che siamo un Paese sovrappeso, ma si lascia alle sole Società sportive il compito di offrire lo sport ed alle palestre private di far muovere gambe e braccia ai più grandicelli.

Un Popolo, purtroppo per noi, non si pesa solo sui risultati conseguiti, ma sulla cultura che esprime: noi siamo messi molto male a tutti i livelli.

La Scuola, questa benedetta fucina di generazioni e generazioni, è ora che divenga il centro dell’invocata cultura (anche nello sport) che aiuti i ragazzi a crescere, a saper correre e saltare ed a capire che fisico e mente (per tutta la vita) andranno sviluppati insieme.

Ecco una proposta (già datata).

A partire dalla 1^ elementare e fino alla 5^:

L’ISTITUZIONE per gli alunni di uno screening medico per scoprire delle eventuali carenze, disfunzioni e patologie (una vera e propria scheda sanitaria) utile anche per avviare alla pratica sportiva ed utilissima in termini di risparmi sanitari in età adulta.

L’OBBLIGATORIETA’ dell’esercizio di 2 ore settimanali di attività motoria (docenti in organico coadiuvati da neo laureati) predisposta dal Ministero della PP.II. in comunione con il CONI.

La PROGRAMMAZIONE di un percorso di incontri tra scolaresche ed i grandi Campioni dello Sport nazionale; con un progetto che differenzi i temi e gli argomenti tra elementari, medie, superiori ed università.

Tre scelte che, messe insieme e rispondendo alle accuse in premessa, darebbero avvio ad una rinnovata e necessaria CULTURA SPORTIVA.

Ma perché non si fa ? La risposta e molto semplice: la scuola non accende luci, non richiama la popolarità mediatica, non offre riconoscimenti economici, ma richiede un duro impegno quotidiano senza lustrini; lustrini che si possono invece facilmente comprare nel professionismo sportivo.

(C) Riproduzione Riservata


 


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