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Forlì, Costa è pronto: «Ora voglio Dell'Agnello con me»
02.08.2012 10:39 di Redazione Pianetabasket.com
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Fonte: Il Resto del Carlino
COME un domino al contrario i tasselli, invece di cadere, si alzano. È uno scoppiettante inizio di agosto per la Fulgor Libertas Forlì che, ieri pomeriggio, ha alzato il sipario su Ario Costa, il nuovo general manager per la prossima Legadue targata 2012/2013. Ma è un domino, appunto al contrario. Perchè Costa rappresenta oltreché il primo tassello, il ponte tra Forlì e Brescia. Dalla città lombarda, infatti, si punta al coach, Sandro Dell’Agnello. E si punta, a fari rigorosamente spenti, su un possibile e clamoroso ritorno. In quel di Brescia si sta facendo largo la voce che darebbe, con Costa e Dell’Agnello, in arrivo anche Leemire Goldwire. Il playmaker dell’indimenticabile salvezza della stagione 2010-11. Un giocatore che i tifosi del PalaCredito non hanno mai dimenticato. Per lui, le acque del tifo, si riaprirebbero trionfalmente. Ora più che mai, tuttavia, in cima alla lista dei desideri della Fulgor c’è l’allenatore. Dal quale dipenderanno anche le prossime scelte di mercato. «Dell’Agnello ci interessa — rompe il ghiaccio Costa —. Mi piace e ci piace molto». Insomma, è nel mirino. «Lo conosco da 25 anni e il legame che ho con lui è non solo professionale, ma anche umano». Altro indizio che rafforza la prova dell’interessamento per l’allenatore e della possibilità di arrivarci in tempi stretti. «Dell’Agnello — ancora il nuovo giemme — ha un contratto con Brescia fino al 2013. Un contratto che ho contribuito proprio io a stipulare». Ma la situazione potrebbe scongelarsi come un ghiacciolo in agosto. Da un momento all’altro. Dell’Agnello è in pausa di riflessione e la sua decisione è attesa nel giro delle prossime ore. Su di lui, o su un altro, la società di via Zuelli deve chiudere in fretta la questione staff tecnico. IERI è stato però il giorno di Costa. Un ragazzone lungo 211 centimentri. Capello brizzolato e due spalle spigolose che spuntano dalla camicia. Fisico sfilato da decenni di battaglie sotto i tabelloni. «Sono una persona chiara e rigorosa — si è presentato così in sala stampa —, che fa del lavoro di squadra il suo punto di riferimento. Su questo aspetto vorrei riportare ciò che dissero di me, di me giocatore: Ario è essenziale per il gioco di squadra». Si è presentato così, con tanta umiltà, l’ex pivot di Brescia e della Scavolini Pesaro (dal 1984 al 1996 vincendo due scudetti e una Coppa Italia). Passato dietro la scrivania, invece, Costa vanta esperienze a Pesaro, Fabriano, Roma, Cremona e ultimamente a Brescia. «È mia abitudine — rimarca il general manager — non suscitare facili illusionie e parlar chiaro». Chiaro come quello che anche i muri sanno ma che fa sempre piacere sentire. «Sono contento di essere a Forlì — chiosa — una delle più belle piazze cestistiche d’Italia. Un pubblico che meriterebbe la serie A». Marco Bilancioni Altre notizie - Legadue
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