| EDITORIALE |
Dura lex, sed lex
02.08.2012 00:00 di Redazione Pianetabasket.com
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Fonte: Carlo Fabbricatore
La Corte Federale ha respinto il ricorso della società Treviso Basket S.R.L. Questo laconico comunicato sancisce di fatto la fine della pallacanestro di vertice a Treviso. In Italia spesso e volentieri non abbiamo la capacità critica di analizzare in modo asettico le situazioni. Ho già espresso le mia ammirazione per gli amici di Treviso, però vorrei fare alcune critiche costruttive. Gli ex giocatori e i tifosi sono stati assieme a un gruppo di imprenditori sicuramente eccezionali per il lavoro che hanno svolto, ma i politici al di là di esternazioni di solidarietà che cosa hanno fatto? Poco, molto poco. Questa è l'amara verità. In quasi due anni dall'annuncio di dismissione dall'impegno della famiglia Benetton chi hanno coinvolto nel progetto di salvataggio? Quali capitali sono stati in grado di reperire? Ho più volte ribadito che la classe politica non capisce la valenza sociale dello sport; io stesso mi sono trovato in una situazione di salvataggio di una squadra dove i politici non sono riusciti a cavare un ragno dal buco. Questa è l'amara verità. Dobbiamo ricordare che l'ex proprietà non aveva lasciato alcun debito, ma dal punto di vista federale non era possibile l'affiliazione di questa nuova Società in Lega A. La Lega non ha responsabilità alcuna nella mancata iscrizione della Treviso Basket S.R.L. in quanto non ha facoltà di delibera. Potremmo interrogarci su quale funzione abbia la Lega, ma questa è un'altra storia. La mia opinione è che le squadre di vertice debbano trasformarsi in franchigie come nella NBA, ma siamo sicuri che la neonata società trevigiana avrebbe la capacità finanziaria per gestire quel tipo di budget? I tifosi che assiepano il Palaverde in numero medio di 2000 non sono sicuramente sufficienti per parlare di franchigia professionistica. Non confondiamo la passione con la razionalità. Sono fortemente convinto che Treviso debba ripartire con un piano almeno triennale ben definito anche eventualmente dalla DNA sfruttando le risorse del territorio e la passione dei tifosi. Agli appassionati di Treviso voglio ricordare che la Benetton di Kucok, Rusconi... non esiste più e che devono farsene una ragione; ogni campionato se giocato con onore ha la sua dignità. La città deve ricostruire una società, non considerando più il passato anche se è stato glorioso. Sono sicuro che presto risentiremo parlare di Treviso anche se mi rendo conto che è molto difficile accettare la decisione della Federazione di non accettare l'affiliazione alla Lega A. Carlo Fabbricatore (C) Riproduzione Riservata Altre notizie - Editoriale
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