Teramo: ... e i cinque milioni di crediti?
Le notizie dell’ultimo anno, dal passaggio di consegne dalla vecchia alla nuova società del Teramo Basket, hanno spesso fatto sorgere domande sui conti del sodalizio biancorosso. Il valzer delle cifre, tra debiti pregressi, attuali, crediti ecc, non ha mai permesso di avere un quadro chiaro della situazione.
L’ex presidente Carlo Antonetti, nell’ultima intervista concessa al mensile di Teramo e provincia “La Città” nel luglio 2011, dichiarò che la Teramo Basket aveva un debito di circa 3 milioni di euro. Un paio di mesi fa, sul “Corriere dello Sport, l’attuale presidente Lino Pellecchia ha dichiarato un debito pregresso (e quindi imputabile all’ex gestione) di circa otto milioni di euro. Dove sta la verità? Di certo il bilancio approvato lo scorso 30 giugno 2011 non riporta né la prima cifra evidenziata da Antonetti, né quella indicata da Pellecchia.
Il bilancio della Teramo Basket si è chiuso infatti con una perdita di 1.220.721 euro, perdita, come è riportato nello stesso bilancio, coperta “con l’utilizzo di versamenti in conto capitale dei soci”. Al 30 giugno 2011, la Teramo Basket era quindi una società sana, con un patrimonio netto (ovvero quello di proprietà dell’azienda) di 552.957 euro.
Il bilancio al 2011 mette però in evidenza un altro dato importante, ovvero la cessione di un ramo d’azienda alla TB Service srl, società costituita il 28 giugno 2011 ed i cui soci sono, anche in questo caso, Carlo Antonetti, Lino Pellecchia ed Antonio Biancacci (quest’ultimo amministratore unico), ovvero gli ex proprietari della Teramo Basket “vecchio corso”. La cessione del ramo d’azienda avviene il 30 giugno 2011 con una scrittura privata a cui prendono parte non solo l’intera compagine societaria ed il Consiglio di Amministrazione, ma anche l’intero Collegio Sindacale (composto da Manuela Di Marcello, Marco D’Ignazio e Raffaele Di Attanasio). Come mai si è registrata la presenza del Collegio Sindacale (ovvero dell’organo di vigilanza delle società di capitali) alla firma di una comune scrittura privata? E’ la prima domanda che vorremmo porre ai diretti interessati. La Tb Service srl nasce come una società con oggetto sociale che comprende la raccolta pubblicitaria, la produzione di servizi di consulenza, l’organizzazione di eventi, la gestione dei diritti di immagine di atleti e dei servizi di abbonamento e ticket ecc. La Tb Service, acquistando questo ramo di azienda della Teramo Basket, prende con sé anche 5.668.053 euro di debiti, di cui 5.302.609 euro di debiti verso banche. Questa è, ipotizziamo, la cifra per cui Antonetti, Pellecchia e Biancacci hanno acceso un mutuo (come più volte dichiarato dal presidente Pellecchia dell’entità di 5 milioni), di cui 3,5 milioni che si è accollato l’attuale presidente.
Il dato di certo particolare è però la presenza, nelle attività cedute dalla Teramo Basket alla TB Service, di 5.667512,79 euro di crediti. Una somma davvero considerevole. La domanda dunque sorge spontanea: perché questa somma non è stata lasciata in mano alla Teramo Basket, decidendo di cedere anche un tale ammontare di crediti? Fermo restando la loro riscossione, magari in tempi lunghi, gli stessi crediti avrebbero garantito almeno una stagione sportiva e mezza per la società di pallacanestro.
La Teramo Basket ha in pratica ceduto un ramo d’azienda ad un’altra società, ovvero la TB Service, ma quest’ultima aveva gli stessi proprietari della società di pallacanestro. Perché aveva? Il 30 giugno 2011 Antonetti e Biancacci sono usciti dalla Teramo Basket, il 18 aprile 2012 hanno ceduto le loro quote della TB Service alla ARAP srl, società riconducibile a Luana Cipolloni, ex moglie di Lino Pellecchia. La gestione di quei circa 5 milioni di crediti è in pratica ora tutta nella mani dell’attuale presidente della Teramo Basket (diventato amministratore unico anche della Tb Service), che ha già dato mandato agli avvocati di recuperare quei crediti tramite decreti ingiuntivi. Stesso passo sta facendo la Banca Tercas, a cui alcuni di quei crediti sono stati ceduti.
In sostanza: il mutuo sottoscritto dai soci della vecchia Teramo Basket è stato acceso per coprire i debiti bancari ceduti, dalla stessa Teramo Basket, alla TB Service? O altrimenti perché gli ex soci avrebbero acceso un mutuo, che il presidente Pellecchia ha dichiarato più volte che serviva per coprire i debiti verso le banche della Teramo Basket, società che al 30 giugno 2011, non aveva debiti ma era una società sana? E perché sottoscrivere un mutuo se, a fronte di quelle passività, sono state cedute circa 5 milioni di attività sempre dalla Teramo Basket alla TB Service?
In questo quadro che abbiamo delineato, riscontrabile attraverso documenti di cui siamo in possesso, ci sono domande a cui, stavolta, vorremmo davvero avere risposta. E non solo per i tifosi, ma anche per un'intera comunità.
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