Finalmente siamo arrivati all'atto finale: Siena Vs. Milano. Dalla prima palla a due della stagione tutti aspettavano e bramavano questo epilogo. Credo sia la sfida più giusta per l'aggiudicazione del titolo di campione d'Italia e, mi auguro, il più possibile equilibrata.
Vorrei fare un piccolo inciso. Negli ultimi giorni stanno nascendo polemiche sull'operato degli arbitri e vorrei spezzare una lancia a loro favore. L'errore di valutazione purtroppo fa parte del gioco, ma le polemiche stucchevoli non hanno assolutamente senso. Basta con l'insinuare il dubbio del complotto: lasciamo questi beceri giochini ad altri sport. Da che mondo è mondo la squadra campione ha maggiori attenzioni da parte degli arbitri ma prima di parlare di complotti riflettiamo. Attizzare gli animi non serve a nulla; sono finiti i tempi delle liti mediatiche. Evitiamo gli isterismi e lasciamo parlare il campo e i giocatori. Mi piace dire che gli arbitri sono parte integrante del gioco esattamente come i palloni e i canestri: senza di loro non si può giocare, non rendiamoli più decisivi di quanto non lo siano. Impariamo dal mondo anglosassone la cultura della sconfitta: arrivare in finale è già una vittoria! Se vogliamo essere rispettati dagli avversari noi per primi dobbiamo rispettarli. Un atteggiamento positivo ed equilibrato da parte di tutti sicuramente diventerà uno spot rilevante per la pallacanestro, che deve assolutamente creare interesse per nuove masse di tifosi. Andare al Palasport non deve comportare nessun rischio, anzi è l'occasione per partecipare a un bello spettacolo con tutta la famiglia, che deve essere il nostro target di riferimento.
Un consiglio agli arbitri: non fate i protagonisti. Il miglior complimento per un direttore di gara è che a fine partita nessuno si ricordi di lui.
Vinca il migliore senza ma e senza se.
(Giovanni Venuto)* - Mentre scorrono i primi risultati della lotteria Playoff e Playout si fanno dichiarazioni come: “Noi non molliamo mai” – “Stasera vedrete la vera Virtus” – “Si va alla bella e ci crediamo" etc.; niente di nuov...