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Il ritiro di Matjaz SmodisIl fisico del lungo sloveno non regge pià i continui infortuni. Il gocatore vincitore di due scudetti sulle due sponde di Bologna ha deciso il ritiro alla soglia dei 33 anni
08.06.2012 15:58 di Redazione Pianetabasket.com
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Fonte: www.bolognabasket.it Ci sono, quelli che possono dire di avere vinto sia di qua che di là. E, spesso, il ricordo rimane più vivido laddove questi giocatori sono arrivati, che non invece nei luoghi da cui sono partiti. Matjaz Smodis è uno che ha fatto le gioie sia della Virtus che della Fortitudo. In questo ordine, a differenza - per dire - di un Marko Jaric che, vinto lo scudetto in biancoblu, è poi passato ad alzar trofei in bianconero. Restando quindi, per San Felice, un traditore. Lo sloveno non è che avesse grandi possibilità di restare in Virtus, dato che in quella estate del 2003 c'era poi poco da fare, anche se radioportico vociferava di un suo salto del fiume già da qualche mese, in diretta connessione con il tracollo madrigaliano e il legittimo volersi rinforzare, in quella tana slava che era diventata la Fortitudo, dei dirimpettai. Smodis ha sempre dato l'impressione di poter spaccare il mondo. Di quelli che sono fortemente odiati dagli avversari, perchè spigolosi, spesso sonnacchiosi, ma pronti alla giocata non tanto dell'ultimo secondo, quanto quella dell'ultimo minuto, che indirizza partite altrimenti a rischio di sconfitta. E che invece i propri sostenitori vedono come talento inespresso, capace di magie ma sempre con qualcosa - minutaggi, acciacchi - che ne minano il rendimento nella sua totalità. Come vedere uno di quei film scaricati illegalmente, dove magari manca la parte superiore dello schermo, e si pensa a cosa sarebbe potuto essere se le cose fossero state limpide. Matjaz, avesse avuto ossa e muscoli lindi fin dai suoi primi tempi sloveni, avrebbe davvero spaccato il mondo. Invece, si è dovuto rassegnare - per così dire - ad un ruolo da sesto uomo, ma di quelli che escono dalla panchina e fanno dire agli avversari ah, pensando ai tempi in cui i panchinari erano panchinari veri e propri, e non soggetti spesso ancora più forti dei titolari. E andrebbe raccontato ai giorni nostri, quando ci si sbalordisce davanti alla lunghezza del roster di Siena, che un tempo la cosa era normale. Anche a Bologna. Smodis ha vinto in Virtus, parte di quella squadra che fece il Grande Slam del 2001. Magari non ancora del tutto maturo (nemmeno 22 anni in quella primavera di successi), in un gruppo che spesso e volentieri aveva occhi solo per le magate di Ginobili, ma assolutamente necessario alla causa di Ettore Messina e compagni. E ha vinto anche in Fortitudo, quando si ritrovò quasi a fare da chioccia ad un team che aveva giovani virgulti pronti al lancio (Mancinelli, Belinelli, Lorbek per dire) e che necessitava, accanto a Basile, di qualcuno che sapesse mettere i gomiti in quei posti ove serviva mettere i gomiti. Certo, i detrattori potevano tranquillamente dire che quel suo battersi il cuore con il pugno dopo un canestro era più che altro un ricordare dove si appoggia il portafoglio, ma erano detrattori, appunto. Di quelli che, intanto, il canestro se lo erano preso in faccia. Smodis è uno di quelli che, nell'estate del 2005, salutò la compagnia Fortitudo in un modo che, tirando le somme, poteva anche dar ragione a chi lo accusava di mercenarismo, mentre era quell'altro, il Capitano, a far scalpore per il suo addio. Già nei giorni dopo la vittoria, ancora inebriato di quel cesto del Serpentaro ("sapevo che avrebbe segnato, Ruben è talmente ignorante che non si rendeva conto di quanto pesasse quel pallone". scherzò nel post partita), aveva fatto capire che, sì, insomma, va bene qua e va bene là, ma qualche rublo in più non gli avrebbe fatto poi così schifo. Regole del mercato, che però non ne annebbiarono il ricordo. Di una squadra dove, così come anche in Virtus, spesso erano altri i giocatori che facevano le magate, o quelli su cui si sperava di poter costruire il futuro. Ma che della sua immane solidità avevano disperato bisogno, altrimenti il tutto sarebbe stato molto, molto più complicato. Smodis ha vinto ovunque sia andato, e il suo declino è stato solo causa di un fisico che non sempre è stato capace di rispondere a quelle che erano e sono le necessità del basket attuale. E il ritiro, oggi che il tassametro della anagrafe non ha nemmeno toccato quota 33, fa rimpiangere un giocatore che alla fine è stato apprezzato da tutti, e che ci fa ricordare come fosse ricca, Bologna, un qualche anno fa. E come non lo sia più, oggi. PALMARES
Campionati sloveni: 1 - Krka Novo Mesto: 2000
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