A 6 minuti dalla fine di gara3 la Bitumcalor Trento vede la LegaDue, e nulla sembra poter rialzare una BLS Chieti che aveva visto infrangersi sulle pessime percentuali al tiro ogni speranza di rimonta. Ma in quei 6 minuti il cuore biancorosso riscrive la storia della gara, dando vita ad una delle più clamorose rimonte della storia teatina.
Ma partiamo dai primi 34 minuti. Nella bolgia del Pala Santa Filomena, Trento rompe il ghiaccio con tre canestri di fila. La difesa biancorossa ci mette però ben poco a registrarsi, conquistando palloni e forzando errori al tiro degli avversari. Dall’altra parte Rossi giganteggia nel 12-0 che manda la BLS avanti di 7. Contro i quattro esterni teatini, Buscaglia prova a lungo la carta dei tre lunghi, senza creare particolari grattacapi alla difesa avversaria. I numerosi errori al tiro segnano un quarto dal punteggio molto basso (14-10).
In avvio di seconda frazione è invece la Bitumcalor a piazzare un break di 2-7 che la riporta in testa. La partita va avanti punto a punto, ma nella seconda parte del quarto le percentuali dei padroni di casa crollano, e con un paio di canestri in contropiede ed altrettanti fischi arbitrali che fanno imbufalire l’intero palasport Trento si ritrova in vantaggio 27-32 a metà gara.
Nemmeno nella ripresa la BLS sembra trovare il bandolo della matassa: il solo Rajola trova la via del canestro, ma nessuno dei compagni lo imita, mentre Forray e Santarossa trascinano per la prima volta i bianconeri al +10. Il canestro trentino sembra stregato, e mentre i biancorossi perdono progressivamente fiducia gli avversari ne approfittano senza pietà. Con la squadra teatina alle corde, Porfido prova a dare la carica con un gioco da tre punti in contropiede che interrompe il digiuno e fa scatenare il pubblico: l’ultimo periodo inizia, in un frastuono incredibile, sul 44-52.
La Bitumcalor non perde però la testa, e ristabilisce subito la doppia cifra di vantaggio. Il -13 al 34’ sembra una sentenza, ma a questo punto inizia un’altra partita. Rajola, Raschi e Gialloreto segnano i canestri del -8, e da lì in poi il divario è limato gradualmente ma inesorabilmente, grazie a una difesa che non consente a Trento un solo passaggio facile. I palloni recuperati, i rimbalzi e le transizioni spinte da Diomede e gli altri esterni si sommano in un crescendo scandito dall’aumentare dei decibel del Pala Santa Filomena, ben oltre il livello di guardia. Sono 8 tiri liberi negli ultimi 3 minuti a dare il pari quando mancano due soli possessi alla sirena. Il parziale per i padroni di casa è a questo punto di 15-2, ma manca ancora l’ultimo colpo di reni. Nella polveriera biancorossa il tiro di Forray si ferma sul ferro, così come quello di Rajola, ma a 5 secondi dalla fine Lele Rossi arpiona il rimbalzo offensivo che, trasformato in due punti, consegna al pubblico di Chieti un’altra occasione per soffrire insieme alle Furie.
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