Scandone Avellino: si insedia il nuovo cda
La Scandone vuol bruciare le tappe e fare le cose perbene. Dopo il nuovo assetto azionario, ieri è stato posto un altro tassello nell'era Sidigas: la composizione del Consiglio d'Amministrazione Giuseppe Sampietro è stato riconfermato all'unanimità nella carica di Presidente, mentre i vicepresidenti saranno Annamaria Malzoni e Gianandrea De Cesare che ricoprirà anche il ruolo di Amministratore Delegato. A completare il cda ci sono Pasquale Alborea, Alessandro luppa, Marcello Sergio e Giovanni Scarazzati. A Pasquale Alborea la delega per il settore giovanile e ad Annamaria Malzoni quella per la comunicazione. Inoltre il nuovo Cda ha respinto le dimissioni del collegio sindacale e sono stati confermati sia il presidente Pierpaolo Limone che i sindaci Marino Giordano e Francesco Tedesco. Fin qui le cariche, dove era scontata ormai da qualche giorno la riconferma di Sampietro a presidente sia come riconoscimento per aver traghettato la società in questo anno particolarmente travagliato vuoi perchè De Cesare è uomo che per carattere preferisce lavorare nell'ombra senza i riflettori puntati addosso. Nelle pieghe di queste nomine la sostanza dice che già era nell'aria la volontà di rompere un pò con il passato e le parole di Gianandrea De Cesare, nuovo amministratore delegato della Scandone, lo confermano senza tema di smentita: «C'è stato un intervento di ripatrimonializzazione, la società aveva già assunto prima anche del nostro ingresso delle dimensioni considerevoli e non era perciò differibile l'esigenza di separare la funzione di rappresentanza e di rilievo anche nei confronti dei giocatori e delle istituzioni da quella che si deve occupare invece di tenere i conti». «D'altra parte in tutte le società che si rispettino -aggiunge De Cesare - ci sono le figure del presidente e dell'amministratore delegato. La Scandone è diventata una società per volumi d'affari e per dimensioni che richiede questo tipo di attenzioni da gestire come un azienda, c'è chi si occupa dei conti e chi invece deve incarnare la società nei confronti di terzi». Ecco allora chi sono i tre uomini di fiducia della Sidigas che De Cesare ha voluto fortemente al suo fianco in questa avventura nel mondo del basket: «Sono funzionari di primo livello della Sidigas e sono persone che per quanto riguarda la gestione delle aziende hanno delle competenze specifiche, per questo sono entrati in società. In particolare Alessandro luppa si occupa delle reti di distribuzione del gas da tanti anni, Giovanni Scarazzati si occupa invece della parte commerciale di Sidigas e Marcello Sergio è il direttore amministrativo del gruppo. Il loro impegno sarà volto esclusivamente a favorire la gestione aziendale dela Scandone e null'altro». Ora si continuerà a procedere per gradi «Abbiamo una tabella di marcia piuttosto fitta che ci siamo dati tutti quanti. Abbiamo fatto il primo impegno, quella della capitalizzazione, abbiamo costituito il cda e abbiamo già attribuito le deleghe. La prossima riunione si occuperà degli aspetti pratici e organizzativi ed è già stata scadenzata per settimana prossima. Purtroppo la burocrazia continua a dettare i tempi, che sono strettissimi. Proseguiranno i contatti per favorire l'ingresso di nuovi sponsor in società ma ripeto quello che ho già detto nei giorni scorsi, abbiamo preventivato in ogni caso un budget per allestire un roster che possa S competere ad alti livelli già dalla prossima stagione. Però solo alla fine di questo iter potremo ragionare sull'aspetto tecnico. Ma a chi sarà affidato il roster che nascerà? De Cesare nulla dice al riguardo e allora si cerca di incrociare qualche sguardo nel dopo riunione al PaladelMauro, di captare qualcosa dalle mezze parole di Sampietro e di chi già lo conosce bene il coach. Ma è difficile, le sensazioni sono contrastanti. Chi ci spera, aggrappandosi all'opzione che Vitucci ha firmato con la Scandone, chi è più scettico e pensa che le lusinghe di Varese alla fine faranno cedere il tecnico. Intanto la sotra continua con Sampietro e De Cesare al timone di una barca che non fa più acqua.
Angelo Giuliani