Final Eight, coach Bianchini: "Siena, che squadra! Sta chiudendo un ciclo alla grande"

23.02.2012 12:09 di  Luca Rosia   vedi letture
Fonte: Dai nostri inviati a Torino, Luca Rosia e Alberto Baviera
Coach Valerio Bianchini insieme a Gianmarco Pozzecco e Ugo Francica Nava durante le Suisse Final Eight di Torino
Coach Valerio Bianchini insieme a Gianmarco Pozzecco e Ugo Francica Nava durante le Suisse Final Eight di Torino
© foto di Foto Alberto Baviera

Primo coach nella storia della pallacanestro italiana a vincere tre scudetti su tre panchine diverse; e poi due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. E ancora 37 gare come allenatore della Nazionale. Sono pochi in Italia a vantare un curriculum come quello di coach Valerio Bianchini che, dopo 35 anni passati a percorre in lungo e in largo la penisola alla guida di diversi club (Cantù, Roma, Pesaro, Siena, Bologna, Milano, Varese), oggi è una presenza fissa con le sue lezioni sul parquet nel magazine “Sotto canestro” in onda ogni venerdì su La7.

A conclusione delle SuisseGas Final Eight di Torino, dove ha commentato tutte le partite al fianco di Ugo Francica Nava e Gianmarco Pozzecco, il “Vate” si concede in esclusiva a Pianeta Basket per un bilancio della quattro giorni torinese.

Coach, qual è stata la squadra che più l'ha delusa?
“Bella domanda, anche se forse deluso non è il termine giusto. Diciamo che rispetto ai quarti di finale ci si aspettava di più da Pesaro, che invece è stata spianata da Cantù. La seconda defaiance è stata la finale. Siena è stata straordinaria ma Cantù aveva tutti i mezzi per affrontarla. La Bennet è partita troppo sottomessa, qualcosa è cambiato nel corso del primo tempo però un vero cambiamento tecnico o psicologico non c'è mai stato. Mi aspettavo un segnale che indicasse che Cantù non accettava quel modo di essere sottomessa. Invece non c'è stato e infondo questa è una piccola delusione”.

Qualcuno quest'anno ha osato mettere in dubbio la supremazia della corazzata di Pianigiani. Queste Final Eight però hanno dimostrato che Siena è ancora la squadra più forte.
“Siena è una squadra che ha un grande metodo e dei tesori inestimabili di gestione, di mentalità e di capacità anche di cambiare in corsa. Guardiamo la finale: tutti si aspettavano i contropiedi di Mc Calebb e Cantù in questo è stata brava a limitarlo, anche se non ha chiuso i centri e le ali della Montepaschi. Cosa ha fatto Pianigiani? Ha semplicemente sfilato Mc Calebb dalla partita mettendo Zisis e giocando ugualmente un match di estrema efficacia. Questo per dire che Siena ha tutti gli strumenti tecnici e psicologici a sua disposizione per vincere. Anche se probabilmente è alla fine di un ciclo e lo conferma la scelta di puntare su giocatori attempati come Thornton. Ma finisce un ciclo veramente alla grande”.

Per il secondo anno consecutivo Torino ha ospitato il grande basket. E' un vero peccato però che una città così appassionata come il capoluogo piemontese e un impianto così moderno come il PalaIsozaki non possano godere ogni quindici giorni di una partita di Serie A.
“Purtroppo il basket in Italia è veramente schizzofrenico. Abbiamo impianti bellissimi in città senza squadre e squadre in città come Cantù dove non ci sono impianti. E' la zoppia dello sport italiano che è sempre stato soggetto al calcio, così non ha mai potuto contare su una programmazione seria”.

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