Final Eight, un po' di Cantù - I lov dis gheim di Gianni Corsolini
A Torino si è conclusa la Coppa Italia di basket. Prima di ricordare la vittoria della Montepaschi ragiono sui dati forniti dagli organizzatori sulle presenze: 24mila spettatori. Non sono pochi, considerata l'assenza di squadre piemontesi. Avrei preferito che con lo stesso incasso ci fossero stati 40mila spettatori. Impossibile? Non lo so. Quello che registro è senz'altro la bontà organizzativa dell'evento, accompagnato però da prezzi da capogiro. Un tifoso che abbia assistito a tutte le giornate, più l'albergo e il viaggio avrebbe pagato meno una crociera (scegliendo con attenzione la Compagnia...). La cosa che più mi è dispiaciuta è stata però la notizia divulgata durante l'evento della scomparsa di "Cacco" Benvenuti, uno dei capi storici della scuola tecnica livornese, formatasi sul Campetto di via Micali. Ha poi girato mezza Italia come coach da Reggio Calabria, a Roma, a Udine. Non era un dottorino come direbbe Bianchini ma era arrivato a dirigere anche la nostra nazionale femminile con la quale ha vinto un bronzo agli Europei di Cagliari. Aveva fatto la gavetta sia nel lavoro che nel basket. È triste dirgli addio. Torniamo a noi. L'aspetto più importante è che la delusione per il risultato in Coppa Italia non debba cancellare i risultati raggiunti, semmai fornire serenità per i prossimi impegni di Coppa e campionato. Dobbiamo attendere il recupero della condizione di Perkins, sperando che palleggi un po' meno. Basta poi con le pretestuose considerazioni su Cinciarini. Se lo lasciano stare può fornire il giusto contributo specie nel sistema Trinchieri. Mi sembra piuttosto che Perkins prediliga il gioco in velocità, non sempre sposato da tutti i colleghi preoccupati che il minor controllo del pallone aumenti le palle perse. Certo la nostra squadra non verticalizza molto e allora gli avversari spesso hanno facilità nell'anticipare i blocchi per i nostri tiratori. Abbiamo bisogno di qualcuno che vada in cerca di risorse anche fuori dagli schemi. Può farlo Markoishvili se gestisse bene la sua irruenza che lo porta a far falli. Ultimamente è salito di tono in questo tipo di gioco Micov ma ormai lo hanno battezzato tutti e se lo fa solo lui le difese sono avvantaggiate. Spero che in futuro possa dar man forte anche Perkins .