Grazie Final Eight!
L’Italia e gli italiani, che siano cestofoli o no, non si smentiscono mai e la Final Eight di Coppa Italia ne è una tangibile riprova.
Presentata con trombe e campane, manco fosse l’evento del secolo, la manifestazione ci ha evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, che le partite non attraggono (qualità del gioco ?), che gli spettatori sono complessivamente in calo (crisi od altro ?) che la televisione è marginale o ci ha emarginato (mancanza di promozione, programmazione, cornache modeste ?) per l’abissale caduta di audience e share.
Torino non c’entra o c’entra poco, perché ha dato quello che ha e che può, verso uno sport, almeno al maschile, che poco ha dato alla Torino Sportiva; il Fiat Femminile è stata una grandiosa parentesi, ma ormai tramandata agli annali.
In una armosfera abbastanza ovattata, Siena ha vinto quasi senza fatica e non ingannino le prove contro Sassari (ammirevole e bravi comunque gli isolani) od il rischio corso con Milano (un calo di tensione che può suonare….presunzione) ed una finale molto modesta.
Siena ha quindi brindato alla 4^ Coppa con pieno merito, dimostrando di essere sempre ai piani superiori, ma di un edificio purtroppo scricchiolante e pericolante, forte di una triade a cui dobbiamo fare cappello: Minucci-Pianigiani-Montepaschi (Milano e Roma, in questi anni, non credo abbiamo speso meno di Siena).
Ma il grazie alla Final Eigth esula pertanto da queste premesse per un pensiero più sentito e profondo.
Ma come ci si può RINNAMMORARE di uno basket che cambia volto e pelle ogni settimana, che spende più di quello che incassa, che di italiano non circolano nemmeno le magliette ed i pantaloncini e che in televisione è stato preso a pedate da volley e rugby?
Come detto, tutti criticano la Final Eight di Torino, io le ringrazio, ringrazio i 24 mila che hanno assistito alle gare e ringrazio la manifestazione nel suo insieme, dagli squilli iniziali alle critiche postume, perché ci ha fornito le indicazioni e le conferme di cui parliamo e ci hanno acceso una luce (speriamo) che potrebbe dare impulso, indirizzo e soluzione alla maxi riforma del nostro Sistema.
Si, questa benedetta riforma che è partita con i tagli ai campionati, proseguita con il confronto sul numero degli stranieri eleggibili e la cancellazione dei passa portati, sembra ancora una tavolozza appena abbozzata, sulla quale mancano diversi colori: livelli di spesa o salary cup, promozioni e retrocessioni, definizione della futura Legadue, più DNA e B gold & silver e C regionale (entrambe contestate), norme e regolamenti nei settori giovanili ed altro ancora.
Se non è globale, che rivoluzione (o riforma) è ?
Il taglio ai Campionati e numero delle Squadre è condivisibile, anche se dobbiamo aspettare 2 anni e se sono state cancellate o retrocesse nel lignaggio qualche società di troppo; ma nel complesso è un’accettabile ridimensionamento.
La eleggibilità di 7 stranieri, di cui 3 americani è ancora di “manica larga” e meglio sarebbe stato andare giù di forbice e ridurli a 6 ed anche a 5 ( 2 americani e 3 di altra nazionalità e provenienza). Allo stato delle cose ipotizziamo i 7 e si delibera che negli altri 5 ci sia posto per 2 under 21 (almeno per un anno).
Il secondo campionato è inutile chiamarlo gold e silver, ma vanno considerate 2 conference dello stesso torneo. Vanno bene i 2 stranieri ed anche qui dovrebbero essere imposti 2 under 20 nei roster da 12 atleti.
La cancellazione dello “status di passaportato” è sacrosanto, ma introdurrei una variante per salvaguardare quei 30 giocatori oggetto del regolamento: puoi giocare ancora come “passaportato” se rimani nella squadra con cui hai giocato nel 2011, se cambi squadra torni ad essere straniero a tutti gli effetti.
Dei “Formati” che si dice ? Certamente, a meno che non siano ragazzi arrivati o che arriveranno in Italia per il trasferimento della loro Famiglia ed in età non ancora maggiorenne fermerei il commercio dei ragazzini, abbiamo i nostri !!!!
Chiara la gestione del Campionato di A professionistico, ma il 2° Campionato con 2 stranieri a quale normativa risponde ? Con quale deroghe di legge ? Con quale provvidenze fiscali per Società, Tecnici e Giocatori ?
E qui entra in ballo la ’91 e la Legge Bosman di cui pochi parlano od accennano solo sottovoce: che intenzioni, spazi e volontà abbiamo per riordinare anche queste datate iatture ?
Dei Settori Giovanili non si parla affatto, si articolano solo campionati a 2 velocità (Under 19 di eccellenza per gli Ufficiali ed Under 19 riservati alla truppa), le troppe categorie, anche se imposte dalla Fiba, sono una miscellanea di ragazzini allevati nell’effimero sogno della gloria e dei soldi (traguardo ? Se va bene una bella panca in Serie A) e sacrificati sull’altare della vittoria (ma di tecnica e qualità... ?).
Come vediamo, non è una Final Eight che ci deve rattristare, non è una Riforma appena abbozzata che ci deve far accapigliare, è la lentezza e la settorialità con cui vengono prese le decisioni che per ora sono oggettive (numeri), ma poco soggettive (norme).
Ma voglio essere ancora ottimista, convinto come sono che ad ogni grande pioggia segue sempre un fantastico arcobaleno e quindi,anche la nostra pallacanestro si vestirà di nuovi attraenti colori!
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