Cantù, Gianni Corsolini: "Per fortuna c'è chi crede ancora nel nostro basket"

Fonte: La Provincia di Como
Cantù, Gianni Corsolini: "Per fortuna c'è chi crede ancora nel nostro basket"

È cominciato il 2012. Non sto a fare l'elenco delle negatività, che, purtroppo, affliggono il nostro paese. Anche lo sport, ovviamente, non è immune da questa realtà, fatto salvo il calcio, che sembra l'unico valore (o non) della nostra Italia, assieme alle veline ed alla corruzione ormai a livelli di insopportabilità. Anzi, lo stesso calcio può concedersi addirittura un problema come quello delle scommesse. Siamo alle solite: se l'unica divinità è il denaro, non sorprendiamoci più di niente.
Comunque il tema dominante è sempre il quattrino. Re Leone, alias Cipollini, sostiene che il ciclismo non avrà più campioni perché non c'è più alcun imprenditore disposto a finanziare le squadre.
Anche noi del basket dovremmo istituire un premio, ad esempio, per Cremascoli, Armani, Montepaschi, Scavolini, per non parlare di diversi altri che si ostinano a proseguire l'attività anche se priva di soddisfazioni, come fa Toti a Roma.
In casa nostra, la Bennet non si è fatta mancare niente: addirittura ingresso nelle top 16 di Eurolega.
In questo momento bisogna centrare l'altro obiettivo, che è la finale di Coppa Italia. Ci aspetta una breve sosta in programma, necessaria per smaltire le fatiche quanto insidiosa per la continuità della squadra, e alla ripresa, avremo Biella
in casa, poi Montegranaro e Bologna.
La nostra squadra ha raggiunto una maturità che conforta per il futuro: nell'ultimo derby, disputato a Varese, abbiamo portato a casa i due punti e soprattutto abbiamo giocato in modo molto positivo. Carlo Recalcati si è espresso sulla validità eccezionale della nostra squadra, prima ancora che evidenziare eventuali errori della sua.
Quali altri allenatori avrebbero fatto le stesse considerazioni su di noi? Cadetto, insomma, si conferma un valido coach e anche un signore.
Io ho vissuto le festività in casa a Bologna. Tutta la città esalta le sei vittorie casalinghe consecutive e c'è molta speranza per il futuro della Virtus.
Ma la cosa rilevante è il pubblico: a Casalecchio c'è sempre un minimo di 7.500 persone. E' un dato da considerare, perché a Roma erano poco più di 3.000 e solo 4.000 a Milano. A Cantù siamo già pronti per Biella ed a Desio in Eurolega saremo oltre 6.000. Come minimo.

Gianni Corsolini

Redazione Pianetabasket.com
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