Massima serie con massima serietà
Comunitari ed extracomunitari, a formare metà della rosa (roster, nel gergo cestistico) da 10, anche se non si esclude una diversa combinazione per un roster da 12, più costoso da allestire e alla portata di un numero inferiore di squadre. Un cambiamento forte, quasi radicale, in attesa del quale è facile dire che la stagione 2012-13 sarà quella che determinerà i prossimi anni del basket italiano. Che a dispetto di situazioni rischiose, ha una base robusta di appassionati, come hanno confermato le medie spettatori della prima parte dell'annata 2011-12, anche se in piazze come Milano ha certamente giocato a favore la presenza di Gallinari, con un contratto temporaneo legato al prolungamento del lockout della Nba. Sarà importante anche l'esposizione televisiva, che nel 2011 -12 ha avuto uno sviluppo critico: dopo anni di sopraffina cura del basket da parte di Sky, si è tornati alla visione in chiaro con Raisport e La7, tornando insomma al passato. Capitava, nell'ultimo decennio, di sentire appassionati che si lamentavano della "sparizione" del basket italiano dagli schermi: sparizione non era, ovviamente, ma da molti come tale era percepita e anche questo è un dato empirico importante. Un contraccolpo, a livello però di nicchia seppur vociante, c'è stato per chi non aveva conosciuto altro basket italiano che quello superbamente narrato da Sky, ma è evidente che in quello che sarà il secondo anno di contratto Raisport e La7 (se confermata) dovranno saper gestire con equilibrio esigenza informativa, esposizione indirettamente promozionale e creatività nella presentazione di uno spettacolo che vale ancora tanto anche grazie al lavoro che le leghe hanno messo nell'armonizzare un mondo variegato e difficile da unire e conciliare, se si pensa ai giorni di autunno in cui il proprietario della" Virtus Bologna lanciava proposte economiche a Kobe Bryant e alcuni club si opponevano per (ineccepibili) questioni di opportunità e uguaglianza competitiva.
Roberto Gotta