Gli Usa mettono il turbo, Lituania a valanga sull'Argentina

10.09.2010 07:55 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: www.gazzetta.it
Chauncey Billups
Chauncey Billups

Stati Uniti-Russia 89-79
Kevin Durant segna 33 punti e fa la differenza che porta gli Stati Uniti in semifinale. Gli Usa battono la Russia 89-79 dopo un primo tempo di grande difficoltà contro un’avversaria che a tratti gioca una pallacanestro superiore. Ma l’esperienza di Billups, i rimbalzi di Odom (12) e i lampi di Westbrook nel parziale decisivo non danno scampo agli avversari nel giorno del 38 anniversario della contestatissima vittoria dell’Urss sugli Usa all’Olimpiade di Monaco. Il mondo, nel frattempo, è davvero cambiato se sono gli Stati Uniti a partire a zona contro la Russia. Scoprono presto che saranno anche della Nba, ma i centimetri sono centimetri, e tirare nell’area avversaria protetta da Kaun, Mozgov e Vorontsevich è difficile. Così, dopo un 15-9 con 7 punti di Durant, i russi prendono decisamente in mano la gara con Voronov e Mozgov, che giocherà nei Knicks con Gallinari, guidati da Dmitry Khvostov, 21 anni appena compiuti, che sembra uno juniores, ma ha talento da vendere. Dopo 8’ la Russia è in vantaggio (20-21), soprattutto gioca molto meglio rispetto agli americani che, in difficoltà negli uno contro uno, se non riescono a correre in contropiede non sanno fare altro che tirare, coi russi dominatori a rimbalzo. La cosa comincia a farsi interessante quando Bykov realizza i 5 punti in fila del 30-35. Ma la produzione offensiva russa cala, Iguodala è il nocciolo del 12-0 americano che ribalta la gara (42-35), ma l’attes crollo degli avversari non arriva nonostante i 19 punti di Durant all’intervallo. Arrivata l’eliminazione diretta Krzyzewski ha le idee chiare su chi deve giocare: 20 minuti filati Durant (saranno 37 alla fine), 16 Rose, 14 Odom. Gli altri si prendono le briciole. Ma è Chauncey Billups a rompere la gara con 8 punti nei primi 5’ della ripresa. La pressione americana sale come la frustrazione della Russia, dilatata da due clamorose sviste arbitrali a sfavore quando tenta di aggrapparsi alla gara (un passi clamoroso di Rose per il trepunti del +8 di Billups, una seguente stoppata di Mozgov sempre su Rose considerata fallo sul -6). Lo sbandamento comporta tiri fuori equilibrio, invitare la lepre a correre è letale. Westbrook ruba tre palloni e non perdona, il 12-3 americano chiude virtualmente la partita (65-50) e solo allora coach K fa riposare Durant in campo 29’ filati, già arrivato a 23 punti. Per poco, il boss è lui e questa è la sua squadra. Sta in campo fino alla fine, come la Russia che chiude con onore.
 

Stati Uniti: Durant 33, Billups 15, Westbrook 12.
Russia: Bykov 17, Vorontsevich 14, Mozgov 13.

Lituania-Argentina 104-85
Ieri si è interrotto un ciclo, quello della Spagna, oggi è finita un’epoca meravigliosa, quella dell’Argentina, la prima squadra a battere gli Stati Uniti targati Nba. L’uscita di scena è sonora: la Lituania vince 104-85 ma tocca il +30 già all’inizio del secondo tempo. Arrivata a Istanbul facendo notizia soprattutto per le grandi assenze, la Lituania ha costruito attorno a Linas Kleiza (17 punti, 9 rimbalzi) una squadra bilanciata e vincente (sette giocatori realizzano più di 12 punti, il top scorer è Jasaitis). Non basterà in semifinale contro gli Stati Uniti, ma il ritorno a una medaglia non è un miraggio. Improvvisamente gli argentini dimostrano tutti gli anni che hanno. E’ una squadra vecchia anche con le seconde linee. Basta il primo quarto, finito a -10 coi lituani già a quota 28 con un ottimo Kalnietis, per gettare ombre sulla consistenza dei sudamericani. Luis Scola, fantastico contro il Brasile, non mette un tiro, la difesa non c’è ed è complice dell’8/10 da tre della Lituania nel primo tempo (3/3 di Jasaitis) contro lo 0/9 argentino che porta al 50-30 del riposo. E’ difficile immaginare che qualcosa cambi nella ripresa, l’atletismo dei lituani esplode con 2 schiacciate ad inizio ripresa (55-30) mentre Scola ormai è a 3/12. E quando i sudamericani passano a zona, contro un’avversaria che arriva a 11/15 nelle triple, su uno dei pochi errori si fa battere a rimbalzo d’attacco. E’ una disfatta: al 25’, la Lituania vira a +30 (65-35). Prigioni realizza la prima tripla sudamericana dopo 10 errori, è troppo tardi nonostante i 25 punti di Delfino. Finisce un’era: difficile che il ritorno di Ginobili possa riaprirla.
 

Lituania: Jasaitis 19, Kleiza 17, Pocius, Delininkaitis 16.
Argentina: Delfino 25, Scola 13, Jasen 11

Luca Chiabotti