Europei 2011 a 24 squadre.
La decisione dell'Eurobasket di allargare il numero delle Nazioni partecipanti, ha aperto una porta anche all'Italia che il prossimo anno, senza Qualification Round, prenderà parte al Campionato d'Europa.
E' uno splendido Jolly per la Federazione, che risparmierà impegno e denaro, ma anche una opportunità per l'intero Movimento, che ne può e ne deve trarre nuova linfa e vigore.
Questa occasione, non va colpevolmente sprecata, limitandola alla sola partecipazione europea, ma va colta come uno squillo di tromba che chiama tutti a raccolta e dà avvio a quella profonda riforma strutturale, tecnica ed economica, di cui la Pallacanestro Italiana ha urgente bisogno.
Penso alla Riforma dei Campionati, penso al riassetto e definizione chiara e seria tra Professionismo e Dilettantismo, penso alla rivitalizzazione ed al rilancio tecnico dei nostri Settori Giovanili e mi immagino :
Una Premier League a 16 Squadre :
Per un Professionismo senza alcuna limitazione, se non una piccola porta comunicante con la Serie A Italia per il cambio tra 2 retrocesse e promosse.
Una Serie A Italia a 24 Squadre divise in 2 gironi :
Per un Settore Semiprofessionisti che concede 2 Giocatori non nati in Italia e provenienti da Federazione Estera, uno sgravio fiscale a sponsorizzazioni e contributi (con tetto e misura da concordare con il Governo tramite il CONI) e l'introduzione di una sorta di "Salary Cup" per calmierare i costi..
La Serie B, C, D, con numero di Squadre e gironi da stabilire:
Per un Settore Dilettanti che fissa il tetto dei rimborsi esenti per gli Atleti fino a 12.000,00 ed uno sgravio fiscale a sponsorizzazioni e contributi (come già detto).
La rivitalizzazione ed il rilancio dei Settori Giovanili :
Dal Minibasket, in cui va abolito ogni forma di Campionato fino ai 9 anni di età,
Al segmento dai 10 ai 14 anni, nel quale , oltre all'abolizione del tiro da 3, va incentivato il lavoro sui fondamentali, insegnare le diverse forme di difesa, lasciare i ragazzi liberi di imparare e di metabolizzare gli insegnamenti e dare maggior peso alla crescita del gruppo e meno alla vittoria ottenuta con ogni mezzo..
Il momento della verità è tra i 15 ed i 18 anni, quando tecnica e tattica si debbono sposare e durante il quale il primo dovere degli Istruttori è quello di vedere se il Giocatore ha fatto propri gli insegnamenti, se è capace di pensare con la propria testa o se è ancora mosso dagli ordini del suo allenatore.
Rilascio delle tessere di allenatore con maggiore rigore ed istituzione di una entità tecnica regionale che dia costante supporto, aggiornamento e confronto ai tecnici delle giovanili (al di là di clinic e stage non sempre produttivi).
Tutto questo, dovrebbe portare ad una Revisione della Legge '91, ad un chiaro confine nell'impiego di giocatori italiani e stranieri, all'abolizione della norma under '20, dei passaportati, dei giocatori di formazione (tutte formule da mercatino di polli).
Infine, è' giusto guardare in casa degli altri, ma prima di tutto dobbiamo cominciare a pensare e camminare con la nostra testa, dando finalmente una sua identità tecnica al basket italiano, valorizzando le qualità e le attitudini dei nostri ragazzi.
Cara Federazione e care Leghe, è il momento della riflessione, della unità d' intenti e delle decisioni a favore di tutti e non al mantenimento di una autarchia conflittuale (almeno a parole) spesso terreno per l'esercizio di singoli interessi e non del bene comune.