Trenkwalder, il giudizio dell'ex Marigney
REGGIO EMILIA - Non la si può definire vendetta e almeno a giudicare dalle parole del giocatore non era nemmeno nelle sue intenzioni, ma la gara di Paul Marigney è stata ben al di sopra di quel che ci si sarebbe aspettato da un match di inizio settembre. Diciotto punti personali. E non solo.
Nel match tra la sua Assigeco e l’ex sua Trenkwalder, Marigney ha marcato lunghe fasi dell’incontro, trascinando i suoi compagni verso una netta vittoria.
«Sono contento di essere tornato da queste parti - ha detto l’americano - Reggio è una bella città, un bel luogo in cui vivere. Mi piace la gente, sono contento di rivedere i ragazzi dello staff, il presidente e il resto della società».
Questo però non le ha impedito di fare a fette la difesa reggiana.
«No... è presto per parlare di queste cose. In queste gare c’è poco di definito, conta molto l’approccio e poi diventa difficile recuperare quando si va sotto. Reggio avrà tutto il tempo per migliorare e rifarsi».
Come le sono parsi da avversari i nuovi arrivati in casa reggiana?
«Non so, alcuni giocatori non li conosco, ma posso dire che una stagione è lunga e che in un mese un giocatore può cambiare. E’ ancora presto per dare dei giudizi complessivi».
Casalpusterlengo però è sembrata decisamente avanti, sia come condizione che come gioco.
«Sì, siamo un bel gruppo. Stiamo lavorando bene e anche nei match precedenti avevamo mostrato delle buone cose. Oggi abbiamo giocato particolarmente bene, sono felice».
Che ambiente ha trovato all’Assigeco?
«Per tanti versi è molto simile a Pavia. Giochiamo bene assieme, le cose ci vengono abbastanza naturali e già ora riusciamo a fare molte cose di squadra, senza affidarci alle individualità. Questo è importante per il futuro e per disputare un buon campionato».
In questa gara l’abbiamo vista lottare e impegnarsi davvero molto. Non è che voleva far rimpiangere alla società la sua scelta?
«Abbiamo giocato bene, lavorato assieme e siamo riusciti a trovare delle buone soluzioni. Sono soddisfatto».
Con questa non-risposta il giocatore ha forse lasciato implicitamente intendere che qualcosa da dimostrare alla società lo aveva, anche se a fine gara ha salutato tutti molto cordialmente, fermandosi poi a parlare con i suoi vecchi tifosi e compagni.
Marigney però è il passato. Il presente si chiama Romel Beck, giocatore probabilmente dotato di un maggior talento fisico (è quasi 10 cm più alto) e offensivo, qualità che ancora non è riuscito a mostrare. Come ha ripetuto più volte l’ex reggiano bisogna imparare a mettere le proprie qualità al servizio della squadra e in questo sicuramente, Casalpusterlengo e lo stesso Marigney paiono decisamente più avanti rispetto alla formazione biancorossa.
Daniele Valisena