Daniel Hackett testimonial della campagna abbonamenti della Scavolini Siviglia

06.09.2010 09:59 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: Il Resto del Carlino ed. Pesaro
Daniel Hackett
Daniel Hackett

PESARO - Dicono che gli sportivi sono scaramantici. Ed è verissimo. C'è Andre Collins che prima delle partite se non mangia le lasagne non scende in campo, il presidente Franco Del Moro non inizia alcuna attività né di martedì né di venerdì, e in questo è identico a Valter Scavolini, mentre Daniele Cinciarini ha deciso di invertire i numeri della sua maglia, dal 32 al 23, sperando di cambiare anche il trend della scorsa stagione. In tutto questo, Daniel Hackett dovrebbe toccare ferro essendo stato di nuovo il prescelto per la campagna abbonamenti, dopo essere stato il testimonial della Benetton. «Speriamo che non mi porti sfiga, ma alla Vuelle non potevo dire no», sorride. D'altronde, Daniel è uno che ricerca ganci più in alto rispetto alla scaramanzia, almeno a dar retta alla citazione biblica «phi 4.13» che è diventata il suo slogan e con cui si firma ovunque: corrisponde alla frase «tutto posso in Colui che mi dà forza». Non c'è bisogno di ulteriori commenti. Domani, intanto, sbarca in città anche l'ultimo tassello del mosaico, Guillermo Diaz. «Arriverà già in buona forma fìsica, visto che ha giocato fino adesso con la sua Nazionale dice coach Dalmonte e, dopo qualche giorno di ambientamento, contiamo di schierarlo al torneo di Veroli nel prossimo week-end».

INTANTO, oggi riprende pure Marco Cusin che ha smaltito la distorsione alla caviglia senza intoppi. Mercoledì primo test a Rimini, ma si tratta solo di uno scrimmage, che si giocherà in orario pomeridiano (ore 18), senza divise ne tabellone. Ma chi è in ferie magari una scappata al vecchio palasport Flaminio la farà ugualmente per dare un'occhiata ai nuovi volti di questa Vuelle che promette bene: «Non voglio ancora sbilanciarmi dice Collins ma quel che posso assicurare è che questo gruppo lavora sodo. E ci piace stare insieme». Andre mostra volentieri la cicatrice sulla mano che si fratturò lo scorso pre-campionato e che gli causò tanti problemi «tutti dicevano che sarebbero bastate un paio di settimane, invece era una cosa complicata, ma ormai questa di- savventura fa parte del passato, non ci voglio più pensare». Il fatto che il play ex Virtus si sia presentato l'altra sera parlando in italiano ha fatto molto piacere a tutti, in particolare a Scavolini che lo guardava compiaciuto: «Ho provato, anche se alla fine non trovavo le parole giuste», spiega. Ma la sua buona volontà è l'emblema di una squadra che si sta proponendo alla piazza con l'umiltà necessaria ma anche con l'orgoglio giusto: «L'anno scorso ho avuto dei problemi e voglio far meglio» ha detto Cusin, con parole che avrebbero potuto utilizzare anche altri compagni reduci da annate simili. «Non possiamo garantire dove arriveremo ma possiamo garantire che non ci risparmieremo mai», ribadisce Dalmonte, che non vede l'ora di cominciare a testare la truppa contro i primi avversari.
Elisabetta Ferri