I voti al mercato: svetta Milano
Un mercato interessante, finalmente. Sono arrivati in Italia, e non solo a Siena, giocatori da Eurolega come McCalebb, Pecherov, Smith o Diawara, ex Nba non ancora a fine corsa come Travis Diener, ritorni interessanti, come quelli di Kaukenas o Rannikko. Ma la grande novità, è che le squadre che sono arrivate fino in fondo la scorsa stagione, anche se lontane anni luce dalla Montepaschi, non hanno sbaraccato ma hanno consolidato un nucleo collaudato, allenatore compreso. Milano ha fatto un salto di qualità anche a livello atletico con Hawkins e Pecherov, Cantù ha confermato tutti scambiando solo i play Green, da Jerry a Mike, sperando di trovare un po' più di brillantezza al tiro, Caserta il colpo lo ha fatto confermando gli americani, soprattutto Jumaine Jones. Perdere Michelori non sarà indolore, ma più di così la Pepsi non poteva fare. Roma, Bologna e Treviso sulla carta non sono migliori di quelle dell'anno scorso, ma probabilmente lo diventeranno sul campo.
Qualità Che il livello medio si alzerà è certo considerato la qualità dei giocatori presi dalle neopromosse Brindisi e Sassari e in generale delle squadre che lotteranno per entrare nei playoff. Resta la grande domanda: Siena è più vicina? Un po' sì, ha perso 4 big e avrà bisogno di tempo. Ma soprattutto ha dovuto rinunciare per motivi fisici a quella che poteva essere la grande pesca dell'anno, Hairston, il colpo da maestro che con McCalebb avrebbe tenuto la Mps ancora una pista davanti. Con Moss, che ha mancato il salto di qualità, perde qualcosa. Ma il suo mercato non è finito anche perché, «passaportamente» parlando, non ha extraeuropei e quindi flessibilità per adeguarsi alla formula che parte quest'anno: ogni club può scegliere tre extraeuropei e due europei oppure optare per il 4+2 anche nel corso della stagione.
P. BARTEZZAGHI,
L. CHIABOTTI e M. ORIANI