Mondiali: Spagna in piena crisi

01.09.2010 12:19 di  Roberto Bernardini   vedi letture
Fonte: Enrico Campana
Mondiali: Spagna in piena crisi

Mondiali, quarta giornata. Il basket offre il suo contributo alla distensione fra Turchia e Grecia di Ankara con i rispettivi ministri degli esteri scambiarsi confidenze e sorrisi in tribuna come due vecchi amici e i 10 mila tifosi mescolati fra di loro a sventolarle festanti rispettive bandiere. La Spagna campione del mondo uscente e d’Europa, non offre invece il contributo a questo evento e purtroppo alla sua sportivissima popolazione all’indomani dello storico successo ai mondiali di calcio. L’assenza di Pau Gasol, il suo totem e pilastro dei Lakers, lascia scoperti alcuni problemi. I principali sono certamente quelli sotto canestro (in crescita ma ancora troppo tenero Marc, in fratellone di Pau, ormai consumati Garbajosa e Reyes), e la stanchezza accumulata nella pesante stagione dai giocatori del Barcellona che si riflette sulla balbettante trazione posteriore Rubio-Navarro. Sergio Scariolo non riesce e non vuole spiegare le due sconfitte su tre gare, passi quella con la Francia che già aveva battuto gli spagnoli in Polonia a ottobrte ma non quella con la Lituania, una wild card, subendo una rimonta di 15 punti. Un vero campanello d’allarme sulle possibilità di recitare un ruolo di primo piano, visto anche il calendario.

Al primo punto, il successo diplomatico di Turchia-Grecia che a parte lo show di Ilyasova, 6 centri su 6 da parte di questo centro moderno ingaggiato dalla NBA, non è stato tuttavia pari come gioco. Deludenti prove di tiro dei greci nella serata in cui rientravano Fotsis e Schortanidis, due della violenta zuffa con i serbi nel torneo dell’Acropolis sospesi con i colleghi Kristic e Teodosic . Sul campo insomma la tensione s’è invece sentita. Commenta Bogdan Tanjevic, il coach che passati i 60 anni e dopo una delicata operazione per l’asportazione di un tumore chiude con la panchina lasciando la Turchia per tornare in Italia, il paese del quale è diventato cittadino e al quale ha regalato l’ultimo oro azzurro. Il suo futuro è quello di grande capo della Virtus Roma. “Qualche volta il basket non è solo basket e la porta d’ingresso di buone notizie, come la visita negli spogliatoi dei due ministri degli esteri”, dice saggiamente il montenegrino che sogna il passo d’addio con un altro grande risultato, dopo essere stato il primo a dare la Coppa dei Campioni agli slavi 31 anni fa.

Al secondo punto, traballano le sicurezze di Sergio Scariolo e probabilmente comincia anche a traballare la sua panchina. I tre anni di contratto non significano niente rispetto alle aspettative, gli interessi in gioco, le Olimpiadi, i mondiali 2014, e i problemi di identità di alcuni giocatori e gli umori di cui questa squadra è pregna . Tutte cose che il grande Gasol aveva nascosto in Polonia. “Crisi?. Si può parlare di crisi quando sei fuori, noi non siamo fuori, vogliamo lottare per le medaglie anche se abbiamo perso due partite. Ma il torneo è ancora lungo, domani è un altro giorno, e noi ci concentriamo sul domani, e così per il giorno successivo”, taglia corto l’allenatore bresciano dopo la sconfitta in un match diretto come prino arbitro dall’italiano Lamonica.

Scariolo ha avuto l’alto onore di guidare un team da lui paragonato alla Ferrari. La scelta del part-time, di allenare a Mosca durante la stagione l’ha certamente un po’ isolato, viene rimproverato di non aver fatto scelte decise ma solo di ordinaria amministrazione, di non dare spazio ai giovani, come Vazquez sotto canestro, e Llull, di non aver pensato a un vice-Rubio, di affidarsi ai giocatori di grido, e di ignorare il contributo che San Emeterio, la chiave dell’esplosione del Caja Laboral, potrebbe dare in termini di equilibrio fra i due blocchi Real-Barcellona e anche di agonismo vero.

Sportivamente l’impresa della giornata è un’altra sorprendente rimonta della nuova Lituania, la piccola basketland dei canestri che ha dato al basket un campione come Arvidas Sabonis. Bocciata l’anno scorso agli europei, acquistando una wild card è riuscita ad avviare una interessante ricostruzione – affidata a Kestutis Kezmura – che nasce sotto una buona stella, vedi appunto queste rimonte vincenti dimostrazione palese di squadre di qualità e carattere. Questa estate la Lituania ha vinto l’europeo juniores e l’argento cadetti, è stata fra le migliori nelle rassegne giovanili, si è qualificato per gli europei femminili e sta preparandosi per gli europei maschili del prossimo anno, che organizzerà a settembre, con una squadra rinnovata, senza più Kristof Lavrinovic e il cui perno è Linas Kleiza. Un giocatore freddo, tecnico, forte, che porta punti e rimbalzi. Chiuso il rapporto con i greci dell’Olimpiakos dopo la finale persa col Barcellona torna nella NBA ma vuole essere la nuova star del suo paese.

Tornando alla Spagna, i 73 punti non rispecchiano il suo notevole potenziale. Come con la Francia ha subito sia la rimonta che il gioco deciso, è mancata di reattività. Nulla da rimproverare a Rudy Fernandez, forse in procinto di passare a New York, che ha dato 9 rimbalzi. Juan Carlos Navarro ha segnato ma con percentuali non certo da una macchina come lui è. Affiora un problema l’identità di Ricki Rubio (1 su 7) mentre è un hancipa la scarsa pericolosità di Garbajosa che ha catturato solo 3 rimbalzi e non si è procurato un solo tiro libero. La Turchia ha tirato meno bene della Grecia che a sua volta ha tirato male da 3 (Zizis 1/5, solo 3 punti, compensando con 3 assist e 3 rimbalzi), Ilyasova ha fatto la differenza (9/14 e 6/6 da 3), Turkolgu solo danni (2/12). A lla fine importanti sono stati Asik (5/6) e i cambi, i 10 punti del giovane centro di boston Semih Erden e la guardia dell’Efes, Arslan, elogiata da Tanjevic per la determinazione. La squadra greca è delusa e irritata dal rendimento di Ian Vougioukas, il 2,11 nato a Londra, che doveva essere la novità della squadra, ha ceduto il posto a Tartsaris (14 punti col Portorico) e col debutto di Schortanidis è stato tenuto in panchina. Nel mirino della critica anche l’allenatore Kazlauskas, un lituano bravo in palestra ma con poco polso. Dovesse perdere dalla Russia, difficilmente verrebbe confermato.

A proposito della Russia, a sorpresa David Blatt dopo la vittoria con la Costa d’Avorio in una gara che la sua svogliata brigata ha fatto di tutto per perdere (purtroppo si sente indisponibilità di Viktor Krhryapa miglior difensore d’Europa), ha annunciato che lascerà. Nel 2007 in Spagna, portò la Russia al titolo europeo, una riscossa dopo anni di buio che non avrà un seguito. “Ho dato per sei anni a questa squadra, sfortunatamente sono stanco, avverto che la politica è pericolosa”. Il motivo della sua insoddisfazione sarebbe la scarsa sensibilità dimostrata dalle autorità per convincere Andrei Kirilenko che gioca nella NBA e il naturalizzato JR Holden a mettersi a disposizione per i mondiali. “Ne ho abbastanza”, ha detto, sperando forse che questo sfogo scuota la squadra per il decisivo confronto con la Grecia nell’ultima gara delle qualificazioni.

Intanto disinnescato un possibile caso politico sullo sfondo del match fra i giganti degli Stati Uniti e dell’Iran. A parte la presenza di due giocatori nella NBA (Hamed Addadi pivot di 2,18 dei Grizzlies di Memphis, 22 punti, 10,03) e nella NCA (il ventenne Arsalan Kazemis, 2,01, ala di Rice University, 11 punti e 6 rinbalzi a gara), il giocatore più rappresentativo (ed efficace) del Dream Team, Kevin Durant ha lanciato in appello: “Siamo qui per giocare a basket, la politica è qualcosa che non controlliamo”. Da parte sua l’allenatore Mike Kryszewski ha ribadito questa tesi: “Questo è un evento sportivo, fra sportivi, e abbiamo il massimo rispetto per l’Iran”.

Resta da dire che sono a punteggio pieno Argentina (girone A, Kayseri), Stati Uniti Girone B, Istanbul), Turchia (Girone C, Ankara), Lituania e Francia (Girone D, Smirne) e che due giocatori hanno molto impressionato: l’alato francese Batum (24 punti e 7 rimbalzi) ormai un giocatore vero nella NBA, e uno che potrà diventarlo, Angel Vassallo, un due metri scarso di 24 anni che è la vera novità del Portorico (22 punti alla Cina), gioca nel Paris-Levallois ed è stato proclamato MVP dell’ultimo All star Game. E da non dimenticare Thomas Abercombie, un giovane neozelandese, tecnico, di carattere, che all’ombra del top scorer dei mondiali, Kirk Penney si è ritagliato uno spazio interessante nella Nuova Zelanda che ha dato 32 punti al combattivo Libano.

Il punto sui mondiali

Girone A (Kayseri) – 1ga g: Serbia-Angola 94-44, Australia-Giordania 76-75, Argentina-Germania 78-74. 2.a g: Angola-Giordania 79-65; Germania-Serbia 82-81 ts, Argentina-Australia 74-72. 3.a g: Serbia-Giordania 112-69, Australia-Germania 78-43, Argentina-Angola 91-70 . Classifica: Argentina 3/0, Serbia, Australia 2/1, Germania, Angola 1/2, Giordania 0/3.

Girone B (Istanbul) – 1.a g: Usa-Croazia 106-78, Brasile-Iran 81-65; Slovenia-Tunisia 80-56. 2.a g: Usa-Slovenia 99-77, Croazia-Iran 75-54, Brasile-Tunisia 80-65. 3.a g: Slovenia-Croazia 91-84, Iran-Tunisia 71-58, Usa-Brasile 70-68. Classifica: Usa 3/0, Brasile, Slovenia 2/1, Croazia 1/12, Iran 1/2,Tunisia 0/3.

Girone C (Ankara)- 1.a g: Grecia-Cina 89-81, Russia-Portorico 75-66, Turchia-Costa d’Avorio 86-47. 2.a g: Cina-Costa d’Avorio 83-73, Grecia-Portorico 83-80, Turchia-Russia 65-56. 3.a g: Turchia-Grecia 76-65 (26 Ilyasova, 16 Bourousis), Portorico-Cina 84-76 (22 Vassallo, 24 Yi ), Russia-Costa d’Avorio 72-66 (19 Mozgov, 16 Kone, 14 Edi). Classifica: Turchia 3/0, Grecia, Russia 2/1, Portorico. Cina 1/2, Costa d’Avorio 0/3.

Girone D (Smirne) – 1.a g: Libano-Canada 81-71, Lituania- Nuova Zelanda 92-70, Francia-Spagna 72-66. 2.a g: Lituania-Canada 70-68, Francia-Libano 86-59, Spagna-Nuova Zelanda 101-84. 3.a g: Francia-Canada 68-63 (24 Batum, 15 Kendall), Nuova Zelanda-Libano 108-76 (26 Penney, 23 Abercombie; 18 El Khatib), Lituania-Spagna 76-73 (17 Kleiza, 18 M.Gasol, 18 Navarro). Classifica: Francia, Lituania 3/0, Libano, Spagna, Nuova Zelanda 1/2, Canada 0/3.
Marcatori: 28,7 K.Penney (NZel), 27,7 L.Scola (Arg), 25,3 J.Yi, 22 H.Addad (Iri), 21 K.Durant (Usa)

Programma

1 settembre, 5.a g: ore 16 Cina-Russia, Canada-Nuova Zelanda; ore 16.30 Serbia-Australia, Croazia-Tunisia; ore 18.30 Costa d’Avorio-Grecia, Libano-Spagna; ore 19: Germania-Angola, Iran-Usa; ore 21 Turchia-Portorico, Francia-Lituania; ore 21.30 Argentina-Giordania, Brasile-Slovenia.

2 settembre, 6.a g: ore 16 Portorico-Costa d’Avorio, Spagna-Canada; 16.30 Angola-Australia, Usa-Tunisia; 18.30: Grecia-Russia, Lituania-Libano; 19: Argentina-Serbia, Slovenia-Iran; ore 21: Turchia-Cina; 21.30 Giordania-Germania, Brasile-Croazia.