Gramenzi, un uomo chiamato promozione
TERAMO - Chi vuole vincere, può rivolgersi a lui. Franco Gramenzi non delude mai. I tifosi della Tercas lo ricordano per aver guidato la squadra della sua città dall'allora B2 alla Bl e poi dalla Lega 2 alla Serie A. Esperienze indelebili, alle quali coach Gramenzi ha aggiunto altre 6 promozioni, una sempre a Teramo ma dalla D nel 1988, poi Campli, Scafati, Capo d'Orlando, Veroli e Barcellona nel 2010 Ma l'ultimo successo, la storica conquista della Lega 2 è stato scalfito da un sorprendente avvicendamento con Pancotto sulla panchina siciliana, che porta acqua al mulino di chi lo vorrebbe allenatore vincente solo in cadetteria: «So che dicono questo - risponde Gramenzi -, che non vinco in Serie A. Però le 9 promozioni totali, se contiamo anche la Serie D, qualcosa dovranno pur significare. Serve il contributo della società, dei giocatori, dello staff. E comunque, dove non ho vinto, è capitato anche perchè gli obiettivi che mi venivano chiesti erano il più delle volte legati al mantenere la categoria, come a Teramo nel 2004». E giacché l'abbiamo nominata ancora una volta la città natale, dove negli ultimi anni è sempre aleggiata la voce (ma mai sostanziata dai fatti) del ritorno di coach Gramenzi sulla panchina biancorossa, ecco qua una considerazione dell'interessato: «Seguo sempre le vicende del Teramo. Resta pur sempre un capitolo fondamentale della mia carriera. Ho profonda stima per Andrea Capobianco che ha fatto grandissime cose, aldilà del risultato di squadra di questa stagione. Non è facile mantenersi competitivi in Serie A per una realtà come Teramo. La squadra è cambiata molto in queste settimane. Lo scorso anno aveva ancora un'asse portante italiano con Poeta e Amoroso mentre quest'anno è più affidata al talento degli stranieri. È più corta nelle rotazioni ma ha individualità più spiccate. La stagione sarà nuovamente una scommessa, come è naturale che sia per società di provincia, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che viviamo».
Paolo Marini