Belinelli e la nuova Italia: «Serviva aria nuova. Stiamo crescendo»

23.08.2010 10:02 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: La Gazzetta dello Sport
Marco Belinelli
Marco Belinelli

Helsinki (Finlandia) - Marco Belinelll, cosa è cambiato rispetto all'anno scorso In questa Nazionale?
«Non solo un nuovo ct, anche se coach e staff sono importanti. Tante piccole cose nell'organizzazione, l'uso del charter per le trasferte ad esempio, cose che avrebbero dovuto esserci anche in passato, piccoli dettagli magari, ma che sommati fanno la differenza».

E' riuscito a darsi una spiegazione sul fallimento del 2009?
«Non saprei, diciamo che forse serviva aria nuova. Io ho sempre avuto buoni rapporti con Recalcati, gli sarò sempre grato perché è stato il primo a portarmi in Nazionale, però venivamo da 2-3 anni non bellissimi e ci voleva un cambiamento».

Quanto è cresciuto Bargnani nell'ultima stagione?
«Tanto, ci ho giocato assieme per tutto l'anno a Toronto e posso dire che è migliorato nella presenza sottocanestro. In passato cercava molto più il tiro da fuori, ora è più pericoloso dentro l'area».
 

Sembra avere anche più personalità.
«Come me direi. Ma d'altronde è il nostro ruolo, dobbiamo essere i primi a dare l'esempio e la spinta».

Pianigiani la fa giocare molto con la palla In mano. Le place questo ruolo?
«Sì. Prima le difese mi concedevano sempre spazio per le penetrazioni per negarmi il tiro da tre, in questo modo offro loro meno punti di riferimento. Il mio obiettivo è arrivare ad essere un giocatore completo».

Come giudica l'ultima stagione con I Raptors?
«Così così. L'inizio è stato positivo, ma poi ci sono state tante incomprensioni. Fino all'Ali Star Game avevamo disputate un buon campionato, poi sonc emersi molti punti interrogativi a cui né io né la squadra abbiamo saputo rispondere. C'è stata poca chiarezza. L'infortunio di Bosh sicuramente ha pesato, ma potevamo far meglio anche senza di lui perché eravamo comunque una buona squadra, invece è crollato tutto. E' stato un finale di stagione terribile».

SI dia un voto per queste partite In azzurro.
«La valutazione la lascio fare agli altri ma posso dire che le cose stanno andando bene. C'è bisogno di qualcuno che crei gioco per i compagni, e io mi so no calato in quel ruolo. Farei di tutto per vincere. Non dico che mi sto sacrificando, ma ho capito che in questa squadra, oltre ai punti, magari servono 5-6 rimbalzi, 3-4 assist, o mettere in ritmo i compagni. Ritengo che questa sia stata la chiave delle ultime partite».

E un voto alla squadra?
«Sicuramente sufficiente. Siamo un bellissimo gruppo, giochiamo bene assieme e nelle ultime 3 gare si è vista la qualità che possiamo offrire, anche se abbiamo commesso qualche errore, che ci può stare».
Manclnelll sta facendo faville. Non è che se lo porta nella Nba?
«Mancio è come un fratello, sta giocando da dio. Gliel'ho detto sin dal primo allenamento, lui può essere quello che ci dà la spinta in più per salire al livello superiore. Gli avversari si concentrano spesso su me e il Mago, e se lo mettiamo in ritmo, può fare la differenza».

Dove vede la Nazionale tra un palo d'anni?
«Spero ai Giochi di Londra, è il nostro obiettivo».

E Belinelli?
«Con un anello di campione Nba al dito».

Meglio giocare In Nba da comprimario o In Europa da stella?
«Basta giocare per vincere, essere importante all'interno di una squadra».

La stimola l'Idea di andare a giocare a New Orleans, di scoprire una fetta d'America diversa da quella che conosce?
«Tantissimo. Quando ho saputo del passaggio agli Hornets ero molto contento. Il gm e i tifosi mi hanno fatto subito sentire il loro calore. E' una nuova sfida e sono pronto ad affrontarla».

Cosa ne pensa della scelta di LeBron James di andare a Miami?
«Io non l'avrei fatto. Jordan ha detto che lui con Bird e Magic non ci avrebbe mai giocato, sono d'accordo».

LI vede favoriti?
«No. Potranno sicuramente dar fastidio a tutti, ma con tre star così non sarà facile coesistere e arrivare al titolo. Boston si è rinforzata, ma i favoriti sono ancora i Lakers».
Massimo Oriani