Gianluca Lulli parla della sua Teramo
l capitano a 360°. Va da sé ormai Gianluca Lulli: dopo oltre dieci anni tra parquet ed interviste, non ha più neanche bisogno che gli si pongano le domande. Comincia, parla di tutto, di quanto gli mancheranno Peppe, Ryan e Valerio, parla della prossima stagione, di lui, che è ben lontano dal ritiro visto che la voglia di buttare quel pallone a canestro è ancora tanta. Dieci anni a Teramo, ancora un'altra stagione da capitano con una squadra che lui stesso definisce «intrigante». Stagione che partirà ufficialmente il 4 settembre con la presentazione al Centro Commerciale Gran Sasso (ma i giocatori inizieranno la preparazione già tre giorni prima).
Se dico dieci anni a Teramo, tu cosa rispondi?
«Per me è motivo d'orgoglio. Dieci anni possono sembrare tanti, ma per me sono in realtà pochi. Quando si sta bene il tempo passa in fretta ed io qui sento di aver trovato la mia dimensione. Sono stati dieci anni che ho vissuto con grande passione ed entusiasmo, nel bene e nel male, quando c'è stato da esultare ed anche quando c'è stato da abbassare la testa per le sconfitte. Qui sto bene, ho trovato persone che mi stimano, ho amici che mi vogliono bene e tifosi che mi amano ed apprezzano. Sono stati dieci anni di bellissimi ricordi ed ora sono pronto per una nuova stagione».
Sei l’unico superstite, insieme a Drake Diener, della passata stagione.
«Le cessioni sono cose normali nel nostro sport, rimane certamente il fatto che alcune possano dispiacere. Finiscono i cicli e la società fa ogni anno le sue scelte tecniche per l'unico obiettivo di migliorare sempre anno dopo anno. Mi dispiace tanto non poter ritrovare Ryan, Giuseppe e Valerio con me il prossimo anno e mi dispiace soprattutto per Giuseppe: quattro anni non si dimenticano e noi abbiamo condiviso molto: siamo stati in camera insieme, l'ho visto crescere, da quando è arrivato che non era conosciuto ad oggi che è invece uno dei giocatori italiani più importanti. Ci ha dato tanto e gli abbiamo dato altrettanto. Mi mancherà, ma abbraccio tutti e auguro loro ogni bene».
Da diretto interessato, dai un giudizio sella campagna acquisti.
«La squadra mi sembra buona, è intrigante il mix di gioventù ed esperienza, anche di livello europeo: Blake Ahearn è un grosso tiratore, ha giocato in Spagna quindi na già esperienza con l'Europa; Mike Hall potrebbe diventare il nostro leader emotivo perché ha un carisma eccezionale e magari da noi può superare l'unica cosa che a Milano gli è mancata, ovvero la continuità; mi hanno parlato molto bene di Kevin Fletcher ed anche lui ha già giocato in Europa; non dimentichiamoci di Casey Show, che sarà vitale per il "gioco sporco" e mi aspetto tanto anche da Giorgio Boscagin: lo conosco ed è un ragazzo super che ha tanta voglia di riscattarsi dopo aver perso la massima serie a Reggio Emilia per un infortunio. Non si possono poi dimenticare Achille Polonara e Alex Martelli: Achille ci ha già fatto vedere sprazzi del suo talento, tutti e due daranno un contributo importante. Drake Diener confermerà anche quest'anno la sua grande intelligenza tattica, è un giocatore fondamentale per i nostri equilibri».
Come vedi le altre squadre?
«Credo che sarà un campionato ancor più equilibrato dell'anno passato: i roster sono tutti molto competitivi, ci sono neo promosse è vero ma nessuno che quest'anno giocherà il ruolo di "Napoli" della passata stagione. Sono curioso di vedere anche il Montepaschi Siena: la sua supremazia non è così scontata, ha cambiato 4/5 del roster e dovrà lavorare per trovare un equilibrio, anche se rimangono ovviamente favoriti. Sono convinto che i dettagli daranno la differenza ed avremmo bisogno dell'aiuto importante, anche quest'anno, dei nostri tifosi. Sento che c'è molta voglia di riscatto dopo la passata stagione, sono tutti molto desiderosi di vederci tornare sul parquet per affrontare una stagione diversa dalla precedente. Noi ovviamente ci impegneremo a dare sempre il massimo. Sarà poi interessante misurarci con le nuove regole: la linea dei tre punti spostata di mezzo metro indietro non darà problemi ai grandi tiratori, ma a quelli che sono meno abituati a tirare dalla lunga distanza sì. Cambieranno gli schemi di gioco, ci dovremmo adattare. E' una variabile importante da non sottovalutare».
E tu?
«Io continuerò finché mi sentirò in grado. Saprò riconoscere il momento in cui sarà ora di dire basta e non essere un peso per la squadra. E quel momento non è ancora arrivato: ho ancora tanta voglia ed entusiasmo».
AjC