ISRAELE-ITALIA 76-81 CON MENO PICK AND ROLL.
Gli Azzurri vincono a Tel Aviv e riaprono le speranze di qualificazione agli Europei 2011.
La vittoria su Israele per 81-76, dopo la buona prova in Montenegro, giustifica qualche "squillo di tromba" ma non deve montarci la testa e farci perdere la misura della nostra attuale realtà.
In particolare, non bisogna rovesciare i giudizi tecnici fin qui espressi sulla qualità degli Azzurri di Pianigiani, passando dal crucifige all'esaltazione, ma accogliere con soddisfazione il risultato, prendere atto di alcune sostanziali variazioni nel modo di giocare ed analizzare la gara per quanto a saputo dire e mostrare (meno pick and roll in primis).
Prima di tutto dobbiamo soppesare i nostri meriti con i demeriti dell'avversario e saper valutare il loro confine, per non cadere in facili trionfalismi che sarebbero pericolosi e fuori luogo (Israele non è che avesse brillato in Lettonia).
L'Italia di Tel Aviv, al di là di tutto, ha tenuto il campo con diligenza, ha difeso con grande impegno ed ha finalmente dettato i tempi e le scelte offensive senza farsi prendere dalla frenesia individuale e dall'esasperazione del tiro da 3 (comunque ancora una volta deficitario e quindi abusato 28%).
In 40', in attacco, si è avuto la conferma di quando da tempo auspicavo : un Belinelli più entratore che tiratore da 3 ed un Bargnani pronto a giocare dentro e fuori ed anche spalle a canestro (questa è pallacanestro), con temi, variazioni e percentuali migliori che hanno messo in difficoltà ogni difesa proposta da Israele..
Con tutto ciò, non dico che abbiamo risolto ogni problema, ma abbiamo preso vivaddio coscienza che non ci possiamo più limitare al pick and roll, sparacchiare da 3 o tentare la soluzione individuale a tempo scaduto.
Abbiamo giocatori capaci di interpretare più ruoli se necessario, punte di valore assoluto capaci di variare gioco e posizione in campo e di coinvolgere l'intero quintetto con un passaggio di più ed un palleggio di meno (vero Beli ), non disdegnando il contropiede primario e secondario.
E' bene anche evidenziare la grande prova di Bargnani che ha trascinato l'Italia (non sempre potrà giocare così, ma speriamo anche meglio) e che Israele non è quella squadra super che ci avevano fatto credere e che ampiamente alla nostra portata.
La difesa mostra qualità ma anche dei limiti ed è troppo votata alla uomo, mentre l'applicazione di più sistemi sarebbe opportuna per diversi motivi: quale lo sfruttamento delle diverse qualità dei giocatori e delle seconde linee, la possibilità di qualche contropiede e rimbalzo in più, il cambiamento dei ritmi di gioco a nostra necessità, l'appannamento delle scelte avversarie.
Dico questo per sottolineare, ancora una volta, che la Pallacanestro è una e mille sia in attacco che in difesa e la qualità del gioco nasce proprio dalla capacità di saper variare e di sfruttare al meglio le qualità proprie ed i limiti dell'avversario (se nelle giovanili si tornasse a crescere così i nostri ragazzi).
Registriamo quindi con soddisfazione quanto visto in campo, diamo i primi meriti a Pianigiani per una certa duttilità mostrata e confidiamo che questa vittoria dia il giusto entusiasmo all'ambiente (guai ai trionfalismi) per continuare a provare e riprovare soluzioni e miscele diverse come la Pallacanestro dispone ed il Basket molte volte indispone.