Obama sotto canestro è il regalo di compleanno

10.08.2010 10:30 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: QN
Barack Obama
Barack Obama

Obama sportivo nei giorni in cui ha festeggiato il suo compleanno. Se il 4 luglio, il giorno ufficiale, lo ha fatto senza famiglia (Michelle e Sasha in Spagna, Malia a un campo scolastico) e con amici, l'altra sera alla Casa Bianca la cerimonia si è ripetuta e non solo per l'arrivo di moglie e figlie, ma per un barbecue a cui hanno preso parte una serie di stelle del basket, lo sport preferito dal presidente. Prima, ha addirittura giocato con loro in una palestra di Fort McNair, alle porte di Washington, davanti a reduci rimasti feriti in guerra. Per un giorno l'appassionato Obama ha così avuto modo di provare che cosa significa giocare assieme a stelle assolute: in campo campioni vecchi e nuovi come LeBron James, Joakim Noah, Magic Johnson, Arne Duncan, Carmelo Anthony, Dwayne Wade, addirittura il settantaseienne Bill Russel; fuori dai parquet altri campioni di prima grandezza come Pau Gasol, Derreck Fisher o Kobe Bryant a dare suggerimenti e indicazioni. Quindi tutti nel prato sud della Casa Bianca a mangiare gamberoni rigorosamente provenienti dal Golfo del Messico, per dimostrare che si possono di nuovo pescare nonostante l'inquinamento del greggio fuoriuscito dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon e la disinfestazione con materie chimiche. Il tutto a porte chiuse, lontano dagli occhi e dagli obiettivi di giornalisti e fotografi, perché «il presidente oggi vuole solo giocare», ha riferito un portavoce delia Casa Bianca.

MA BARACK ha reso omaggio anche alla squadra che ha vinto il campionato di football americano invitando nella East Room patron, tecnici e giocatori dei Saints di New Orleans. La franchigia della Louisiana ha regalato al presidente la maglia di gioco personalizzata numero 44 come l'edizione dei Super Bowl vinto. Obama ha iodato la squadra ricordando che «cinque anni fa non aveva nemmeno uno stadio dove giocare, perché il Superdome veniva utilizzato come rifugio per i senzatetto dopo l'uragano Katrina. Non si sapeva se la squadra sarebbe tornata a giocare a New Orleans o meno: non solo i Saints sono ritornati, ma hanno preso la città per mano e l'hanno aiutata a rimettersi in piedi».
r.est.