ITALBASKET : COSA ASPETTIAMO ?
Non è la sconfitta di 1 punto in Lettonia (grida e crucifige) e non lo sarebbe stato una vittoria (trombe e fanfare) a cambiare la deficitaria situazione della nostra attuale Pallacanestro.
Leggendo gli articoli di Tuttosport e della Prealpina sul mancato rilancio della Nazionale e sul rovesciamento di umori e giudizi nei confronti degli ultimi due C.T. Azzurri, mi chiedo : quando la finiremo di giudicare solo sui risultati e quando cominceremo a dare tutti un costruttivo contributo di idee ?
Più che considerazioni, sono tardive prese di coscienza e come tali sono dei titoli senza contenuto, senza indirizzi e senza suggerimenti od affermazioni gratuite che confermano l'umoralità italica pronta a saltare di carro in carro.
Non voglio meriti, ma sono da anni che sottolineo la caduta di qualità del basket italiano e solo ora, finalmente, sento altre voci che ne chiedono un concreto rinnovamento, ma di idee e di suggerimenti poco o niente, solo critiche e cambiamenti d'umore.
Da Tuttosport e dalla Prealpina in sintesi:
I Giocatori non possono più essere considerati dei giovani futuribili a 22-23 anni.
I Giocatori non debbono essere una "fauna protetta", perdono in stimoli e desiderio di confronto.
I Giocatori Under non possono essere imposti nei Dilettanti creando un mercato artificioso e pericolose illusioni.
La Nazionale è vittima della modesta qualità di molti nostri Azzurri e di una difficile integrazione degli NBA con il resto della truppa.
La Presidenza Federale e tutte le Componenti del nostro Movimento dovrebbero fare qualche rinuncia e riformare il Sistema.
Rivalutato Recalcati e ridimensionato Pianigiani.
Non era quindi questione di Tecnico, ma di scadente qualità del Movimento.
Mancano i Play ed i Pivot e ci aggrappiamo ad un Paisà ed ai 2.13 di Bargnani (modello Nowitzky)
Mi viene da dire : Ma va !!!! E soprattutto, chiedere agli amanuensi : cosa e come si deve fare per invertire la rotta ?
Di come ne ho lanciati tantissimi da queste pagine ed in passato da Superbasket e da Basket Point o sottolineato e discusso dei tanti mali del nostro basket con importanti Personaggi della nostra Pallacanestro, miei avversari in campo ed amici, come Racalcati e Meneghin per citarne solo i più attuali.
Leggere quindi questi articoli, sentire queste accennate considerazioni, riempirmi le orecchie con i crucifige, le critiche e peggio ancora con i proclami ed il marketing mediatico degli ultimi tempi, mi da un po' fastidio (ed è un eufemismo); ma amo troppo questo gioco per restare in silenzio e non ripetermi.
Mi piacerebbe, con evidente peccato di presunzione, che chi ha la bontà di leggere alcune delle mie righe, non scoprisse l'acqua calda a distanza di tempo e solo quando la barca (il Movimento) vacilla, traballa e fallisce : troppo facile e forse inutile.
Ma profondesse le proprie critiche ed i propri suggerimenti a piene mani e con spirito costruttivo, quello spirito che manca ai molti dei nostri giovani ed a chi (e sono troppi) che nel basket operano a vari livelli per coltivare piccoli e grandi interessi e meno una orgogliosa passione.
E' ora che molte critiche convergano e spingano il Sistema ad una profonda revisione e chi vuole una rinascita del nostro basket cominci a fornire idee, suggerimenti ed opzioni. in modo serio e costruttivo.
Campionati :
Il Campionato di Serie A1 può ormai essere una Premier Legue aperta anche a 12 stranieri; ormai non c'è verso ed è giusto che chi investe 5 milioni abbia libertà di azione e di scelte ( gli Italiani, se sono all'altezza, ci giocheranno ugualmente).
La Lega 2 va trasformata nel vero Campionato di Serie A italiano (semiprofessionistico), con l'ammissione di 2 soli Giocatori non nati in Italia, il Tricolore in palio e la possibilità di salita nei professionisti per le prime due classificate (se dimostrano di possedere un impianto idoneo, una valida struttura societaria, le necessarie capacità economiche).
Tutto il resto sono Campionati dilettantistici, da riordinare nel numero, nelle squadre, nei regolamenti federali, nelle normative fiscali (una detassazione di sponsorizzazioni, dei contributi, dei rimborsi).
Il TITOLO SPORTIVO non può più essere venduto o ceduto, ma va conquistato sul campo.
Giocatori :
Tutte le norme che sono state via, via introdotte, i metodi di allenamento e la gestione dei ragazzi, con prematuri allontanamenti dalle famiglie (modello calcio), ha solo prodotto una caduta tecnica dei nostri settori, vittime di interessi economici, sacrificati sulle imposizioni e limitazioni tecniche, trattati come numeri con la valigia in mano.
Va rivista e corretta la Legge '91
Va reintrodotto il cartellino a favore delle Società dilettantistiche, con 2 finestre aperte a 18 e 24 anni (in caso di trasferimento scatta il pagamento del parametro perequativo) e vanno abolite le norme che impongono gli Under nei Campionati dilettanti (fucina di illusioni, di becero mercanteggio, di ulteriore scadimento tecnico dei campionati).
Fino agli anni '80 o eri un giocatore (vero) a 18-20 anni oppure eri destinato ad essere un gregario ( giocavi, ma pensavi anche agli studi, al lavoro ed al proprio futuro).
Giovanili (dal Minibasket agli Juniores)
Il Minibasket è un bellissimo gioco-sport e tale deve restare.
Purtroppo si comincia a fare basket anche con i più piccoli e non ci accorgiamo (o meglio non ci volgiamo accorgere) che i bimbetti, tra palleggi, passaggi e tiri, peggio nelle partitine e nei primi campionatini, assumono difetti meccanici, vivono la mortificazione dei più bravini, sono frastornati dai comandi dei loro allenatori(sic), vivono la frustrazione e le attese dei loro genitori (ce ne abbastanza per smettere e molti smettono tra i 10 e gli 11 anni).
Il primo Campionato si giochi a partire da 10 anni !
Dal Campionato Allievi in poi si moltiplichi i lavoro sui fondamentali, si lasci liberi i ragazzi di sbagliare, si dimostri come avrebbero dovuto fare e si controlli che lo abbiano capito (molti nostri giocatori hanno un gran fisico, ma poca testa).
Si insegni la zona ed i vari tipi di difesa, con l'obiettivo di esercitare la mente, di sviluppare il senso di squadra, di esercitare l'intuito, la fantasia e la furbizia, facendone un prezioso bagaglio del Giocatore adulto.
Non abbiamo play ? E come possono nascere, se nel minibasket (inevitabilmente) e nelle giovanili (per limitazione tecnica), si esaspera l'uno contro tutti e si delega tutto al più bravo per vincere una partita.
Non abbiamo Pivot ? E come possono crescere se giocano a metà campo, sia in attacco che in difesa, si esercitano nel tiro da 3 (a riecco il pick and roll) e ricevono spalle a canestro solo per fare a sportellate (per i più vecchi cito Vlastelica, Korac e Bon Salle).
Allenatori
Sono l'elemento fondamentale del nostro Sistema, ma rappresentano anche l'anello debole di una catena che ogni giorno diviene più affollata, improvvisata e quindi impoverita.
Limitiamo le riflessioni alle Giovanili, vorrei sapere quanti sanno insegnare, dimostrare, correggere ogni tipo di fondamentale e quanti sanno gestire tatticamente una partita adattando le scelte al situazioni contingenti e non affidandosi solo a quello che si è provato ?
Si indicono riunioni e riunioni tecniche, si impongono dei percorsi obbligatori (crediti federali), si promuovono clinic and stage ed i risultati sono mortificanti.
Gli Allenatori prendono appunti su appunti, scimmiottano il verbo del momento, si omologano allo stesso tipo di pallacanestro e non si accorgono che Messina, più che Recalcati, Pianigiani o chi parlano la loro lingua, spesso l'inglese, mentre noi conosciamo a mala a pena il nostro dialetto regionale.
Creiamo un Nucleo Tecnico centrale e tanti omologhi Regionali con il compito di seguire i Tecnici, di partecipare a sedute di allenamento nelle Società, di confrontarsi continuamente sul lavoro svolto, di verificare il comportamento e non solo tecnico dei singoli allenatori durate gli allenamenti e la partite.
Una semplice domanda : è mai nata una bellissima pianta da un modesto contadino ?
In questo settore la Federazione deve fare un grande sforzo organizzativo e gli Allenatori rimboccarsi le maniche, essere più umili e tornare a pensare anche con la propria testa: non solo copiare.
Chiudo con un altro emozionante amarcord : Van Zandt, Ferrero, Paratore ( fermiamoci qui) e con l'augurio che l'Italbasket trovi in se stessa le forze e l'onesta di invertire la ritta !
Dirigenti
Dobbiamo ringraziarli perché consentono alla Pallacanestro di vivere ed andare avanti, ma non possiamo accettarli quando volano troppo alto, bruciano Società e Squadre, anche di alto lignaggio, quando esercitano i propri interessi al di sopra di tutto.
Le Leghe e la F. I. P debbono remare nella stessa direzione e le Società, talvolta, debbono cedere qualche cosa di loro a beneficio di tutti : da soli non si gioca, non si va nessuna parte, si arriva al punto in cui siamo.
Si torni a pensare con la vecchia cultura del basket e non con quella moderna, scimmiottata dal calcio.