Valter Scavolini suona la carica: «Buona squadra ora tocca ai tifosi»
È forte il feeling tra tutte le componenti del sistema Vuelle. Al vertice della piramide (non da solo) c'è sempre colui che tutti amano e ringraziano.
Allora Valter Scavolini, le piace la creatura appena nata?
«Sono contento perché ritengo che sia stata fatta una buona campagna acquisti. Devo essere sincero: una parte di giocatori li conosco ma un'altra no, però leggo notevole soddisfazione da parte di tutti: stampa, pubblico... Credo e mi auguro che sia stato fatto qualcosa di buono, mi pare che si respiri un'aria nuova che lascia ben sperare».
Molti i cambiamenti rispetto all'anno scorso, ma anche una squadra giovane con ancora un tocco (anche ampio) di pesaresità.
«Penso che uno come Daniel Hackett dovrebbe far avvicinare al basket tanti ragazzi. Visto l'andamento degli ultimi anni, era naturale aver perso un po' di entusiasmo, è capitato anche a noi dirigenti... La prima stagione al nuovo Palas avevamo sottoscritto 6.000 tessere, e passare da quella cifra a 3.000 presenze paganti a mala pena è desolante. Spero che l'entusiasmo ritrovato permanga, così se strada facendo ci fosse la necessità di fare un ulteriore sacrificio saremmo tutti più motivati. La società ha dato un segnale, ora sta alla gente».
Insomma, un bel lancio per la campagna abbonamenti...!
«Per me ciò che conta è non vedere il Palazzo mezzo vuoto. Ogni domenica dovrebbero esserci 6.000 persone».
Siete stati abili a costruire una buona squadra senza uscire dal budget.
«Sapevamo di non poter disporre di risorse smisurate e c'erano delle perplessità, ma io sono sempre ottimista, anche quan do ci sono difficoltà. Di solito l'euforia si nota all'inizio e pian piano scema, mi auguro che nel nostro caso ce ne sia ogni giorno di più».
E solo un mese fa, chi l'avrebbe mai immaginato...
«La squadra è giovane e a me interessa che ci faccia divertire. Non pretendo di vincere lo scudetto, ma non voglio nemmeno giocare ogni domenica partite da "vita o morte". Negli ultimi due anni ho sofferto troppo e ho detto che non me la sento più. Sarà l'età, ma non lo accetterei».
Obiettivo play-off, dunque...
«Se non sei tra le prime e non entri nei play-off significa che sei a un passo dal baratro! Ripeto: non voglio più guardare alla retrocessione, mi dà fastidio. E poi vorrei che ci si divertisse. Un buon aiuto potrebbe arrivarci dal non avere Coppe di mezzo. Niente trasferte lontanissime e concentrazione massima sul campionato. Anche se non saremo gli unici».
Si continua a lavorare anche sulle sponsorizzazioni.
«Ringrazio la Banca delle Marche e il presidente Ambrosini, che hanno mostrato un ottimo atteggiamento, sono bravi a stare vicino a squadra e città. Il Consorzio? Mi auguro che nessuno dei vecchi soci ci lasci, e che si inserisca qualche nome nuovo».
Camilla Cataldo