Da Bolognabasket 10 domande a Gilberto Sacrati
1 - Quale è il vero motivo per cui lei, tre anni fa, ha acquisito la Fortitudo? Aveva una minima idea di cosa fosse la pallacanestro, o le serviva solo un viatico, costasse quel che costasse, per il suo progetto Parco delle Stelle? O meglio, aveva una minima idea del fatto che una società sportiva, con tutto il valore etico e popolare che porta, ha regole diverse da quelle della normale imprenditoria?
2 – Dopo un primo anno tutto sommato tranquillo, dal punto di vista economico, nell’autunno 2008 le cose sono iniziate a precipitare. I primi segnali di giocatori in rivolta, gli scioperi più o meno ufficiali, il caso-Scales a palesare che non c’erano più soldi in cassa. C’è stata una ragione scatenante? Aveva fatto male i conti, o semplicemente il passo più lungo della gamba?
3 – La scorsa estate, fu costruita una squadra che puntava senza mezzi termini alla promozione. A meno che lei non abbia sotto mano lo stato delle sue finanze, sapeva che il 30 giugno ci sarebbe stato nuovamente il problema dell’iscrizione alla Legadue? O davvero, nascosto dietro un tendone, sperava nel “perdere e perderemo” di cinematografica provenienza? Quando ha capito che non ci sarebbe stata possibilità di iscriversi? E quando lo ha capito, se lo ha capito, perché non lo ha immediatamente gridato?
4 - Nelle volte in cui è stato possibile per la stampa parlare con lei, ha sempre dato assoluta tranquillità e certezze sull’economia della Fortitudo. Questo anche se uscivano fuori notizie di stipendi non puntuali, di lodi pronti ad essere mandati al suo indirizzo, e di tante altre cose (i fornitori, i dipendenti) che non erano assolutamente a posto. Era convinto o mentiva? Se ne era convinto, allora, come mai il concetto di “pagare quanto dovuto” non è mai stato facile? E se mentiva, sapeva che comunque i nodi sarebbero venuti al pettine, senza alcuna via di scampo?
5 - Qualsiasi proprietario sportivo, ad un certo punto della stagione, inizia a piangere miseria alla ricerca di aiuti per andare avanti. Lei, che ne aveva un forte bisogno, non lo ha mai fatto: senso di superiorità, orgoglio, o cosa?
6 - Lo scorso anno, disse che c’erano state cose brutte, bruttissime, che avvenendo non avevano permesso l’iscrizione alla Legadue. Non disse però cosa. Oggi, che ormai non c’è più niente da salvare, può dirci realmente cosa era successo? Così quando in novembre assicurò che il futuro della Fortitudo sarebbe stato florido, e che aveva pronti “nomi, cognomi e indirizzi” di chi la avrebbe aiutata. Che cosa ne è stato di queste persone? E soprattutto, se anche lei ritiene di avere qualche alibi, possibile che non ritenga necessario comunicarlo alla cittadinanza?
7 – Lei ha fatto scrivere un comunicato in cui accusa la gente che ha fatto girare volantini e che la critica. Detto che simili reazioni non le ebbe nemmeno la famiglia Menarini, il cui volto sull’adesivo “pagliaccio” fece il giro della città, o il Marco Madrigali che venne perfino schiaffeggiato, capisce che se il pubblico Fortitudo è arrabbiato un motivo c’è, dato che diventa difficile spiegare che il prossimo anno, per colpa sua, si rischia di giocare il torneo delle pizzerie?
8 – Quando lei ha preso in mano la Fortitudo, sapeva benissimo che il Paladozza sarebbe stato un problema non da poco. Come mai non lo ha detto subito, quando ancora avrebbe avuto la credibilità per andare dagli altri interlocutori con delle ragioni serie da portare avanti? E ha invece iniziato a muovere qualcosa, in maniera molto nebulosa, quando ormai il re era nudo?
9 – Senza voler entrare nello specifico di questioni economiche, quote azionarie o altre cose, esistono dei motivi per cui lei è legato e vincolato alla Fortitudo in maniera tale da non poterla cedere a nessuno, e nemmeno a farla fallire?
10 - Oggi, della Fortitudo non resta assolutamente niente, tranne lei. Capisce che la cosa è un po’ strana, e incomprensibile agli occhi di tutti? Allora, ci può dire che intenzioni ha, una volta per tutte, senza rimandare le sue risposte ad una prossima conferenza stampa, ad un prossimo comunicato, ad una prossima bugia, dato che in questi anni di bugie, se non di assoluta incapacità, si deve parlare?
Enrico Faggiano