Sala: «Vigevano, così il basket potrà ripartire»
«L'importante era che il basket a Vigevano potesse in qualche modo ripartire. La soluzione che si è trovata è ragionevolmente la migliore tra le possibili, tanto più in questo momento». Il pensiero è di Andrea Sala, sindaco di Vigevano, e sintetizza al meglio il momento della ripartenza del baket gialloblu grazie alla sinergia tra Cat e gambolò. Verrà utilizzato il diritto di sportivo di C regionale dell'American Eagle: le partite interne saranno disputate al PalaBasletta.
Il PalaBasletta è un po' più raccolto e può offrire maggior sostegno del tifo, almeno all'inizio di questa nuova avventura. Il nuovo Palasport resta a disposizione per accogliere presto il ritorno del basket di Vigevano a livelli maggiori, ma non resterà inutilizzato», spiega il sindaco. "La nuova struttura ospiterà concerti, fiere, eventi culturali, sportivi ed altro ancora" continua Sala. «Staremo tutti vicini alla nuova squadra: io per primo andrò a vederla. E dovremo cercare nuove risorse per riuscire ad acquistare, in futuro, il diritto sportivo di campionati più prestigiosi». Così si volta pagina, seppur con grandi rimpianti. Soltanto due mesi fa Bertolazzi e compagni inauguravano il nuovo palasport nei play off di LegaDue contro Reggio Emilia, sfiorando
addirittura l'accesso alle semifinali. Lo stordimento si coglie comprensibile tra i tifosi, anche se nei messaggi dei forum in rete delle prime ore successive alla ripartenza dalla C regionale prevalgono la voglia comunque di ripartire ed il desiderio di
continuità.
Si parte proprio dal tifo al quale si sono rivolti nelle ultime ore sia capitan Federico Ferrari che Nicola Radici, ex sponsor gialloblu. Il capitano ha scritto una lettera di saluto, poi messa in rete, commovente e sentita, ricordando i momenti indimenticabili vissuti
a Vigevano che, come spiega, per lui è stata molto più di una maglia. Tanto più adesso che si accinge a tornare in campo, in A dilettanti, con la neopromossa Moncalieri che giocherà allo storico palaRuffini di Torino. Nicola Radici racconta il suo rammarico per un epilogo temuto a lungo, sperando che qualcosa si muovesse. Come è noto, invece, nulla è successo: ma l'esperienza a Vigevano ha profondamente colpito Radici, deciso a non fare più basket da nessun altra parte proprio per rispetto ed affetto
nei confronti della «favola» vissuta nei suoi tre anni in via Carducci. Sia dalle righe di Radici che da quelle di Ferrari emerge l'amarezza per l'assenza di risposte da parte della Vigevano che avrebbe potuto, ma che non ha fatto: anche per questo
che non ci si deve stupire più
di tanto se ora la storia si ripete. Solo una settimana fa si ventilava l'esistenza di una cordata di imprenditori e professionisti pronti a sostenere Vigevano in caso di ripartenza dalla A dilettanti. L'impegno della C regionale è molto meno gravoso: ma meglio comunque non illudersi.
Fabio Babetto