Siena fortissimamente Siena

20.06.2010 13:30 di  Roberto Bernardini   vedi letture
Fonte: Enrico Campana/Sportevai


Siena? Una bella invenzione, guai se non ci fosse. E meno male che Giorgio Armani ha promesso che il prossimo scudetto lo vincerà Milano, magari con Piero Bucchi, confermato al 100 per cento nonostante abbia perso 8 partite di finale consecutive contro Siena più quelle di regular season e sia stato fischiato dal proprio pubblico . Lasciando il Forum prima della fine, in stile Agnelli, col ronzio nelle orecchie come i suoi 10 mila tifosi, gli saranno adesso venuti dei dubbi? C’è più gusto – vero Siena? – far festa fuori dalla tua città dove tutti sono ai tuoi piedi, e vincere al Forum è come trionfare alla Scala e un cappotto per 4-0 è un’impresa soprattutto per due anni di seguito.

E’ da tempo che Siena gioca contro se stessa, imbattibile sul campo, implacabile anche fuori, dovunque c’è un traguardo, un ostacolo, lei arriva prima o spiana la strada. Tranne che in Europa, misteriosa dicotomia che lascia aperte sulfuree interpretazioni. E’ regista nel bene e nel male dei destini di un intero movimento, vincente anche nelle giovanili dove perso lo scudetto juniores si rifarà oggi nell’under 17 a Vasto, per il 2° scudetto, dopo aver battuto nel derby un’altra squadra senese, la coraggiosa Virtus. Questo tanto per far capire quanto forte sia la passione per il basket nella città del Palio che 103 anni fa per la prima volta presentava a un concorso ginnico questo sport con una squadra femminile della Mens Sana e acquistava a Londra, grazie al Costone, i primi canestri in ferro visti in Italia.

L’autarchia italica si proietta su un campionato che ormai ha superato come popolarità mondiale quello ….israeliano. Ma laggiù almeno il Maccabi quest’anno è stato battuto, invece il topolino Spaghetti-League ha creato il pachiderma implacabile, questa Siena da record l’ultimo dei quali è il poker nella storia del playoff . Che dovrebbero essere lo spartiacque fra il passato e il moderno e invece rimandano alla scontatezza degli anni Anni Cinquanta-Sessanta poco ruggenti, con una squadra invidiata, uno stile in tutto, dalle tute di raso alle scarpette rosse, e un movimento stagnante, compresa la nazionale che tuttavia era in costruzione con Nello Paratore. A proposito di nazionale, toccato il fondo con la bocciatura nel pre-europeo, per fortuna adesso arriva Simone Pianigiani.

Il quale ha sete di conquista perché contro il 95 per cento di vittorie (nei playoff) che nemmeno i Wooden e Knight e i più famosi coach al mondo, Riley, Jackson e così via, lui non ha purtroppo lo stesso successo nelle coppe europee, 51-74 il record, in quattro anni è arrivato solo una volta alle Final Four senza giocarsi la coppa dei Campioni. Ma è giusto, scontato, che gli sia stata affidato il destino di Azzurra che in tempi moderni per la prima volta non sceglie un coach già vincitore in Europa, mentre lui – ripetiamo – ha perso con Kazan nell’Eleb Cup al debutto in panchina, ha portato Siena alle Final Four perdendo se non erro 17 punti di vantaggio in semifinale col Maccabi, per poi scendere di un gradino nei due anni seguenti in Eurolega, l’out col Panathinaikos nei quarti, il Panathinaikos campione d’Europa, e da ultimo il 3° posto in un girone che doveva essere il più forte e che invece non ha dato una sola squadra alle Final Four parigine.

Certo, Siena ha dei super, giocatori che la NBA hanno ignorato o scelto e scartato quale Romain Sato, il centrafricano volante, o Terrel McIntyre, il moro col cognome scozzese che quando l’asticella sale, si esalta ed esalta. “Mac-tastic” ha aperto e chiuso con uno show questa serie finale, probabilmente l’ultima recita in Italia perché non più giovanissimo vuole sfruttare il suo momento di popolarità, e crisi o non crisi, la Grecia è disposta a spendere molto. Se ne andranno anche Eze e Domercant, Marconato, in arrivo Ibrahim Jaaber e Eric Williams (Usa con passaporto bulgaro), il serbo Milano Rakovic e Pietro Aradori, miglior italiano della stagione. Il play potrebbe essere Zizis, cambiano le regole, meno 3 punti, necessita una maggior lettura del gioco , uno che sa il greco serve in Europa.

Il cappotto non riflette i valori.Se prendi Milano e Siena, come individualità, è un match equilibrato, ma la differenza, anzi lo scarto finale di questo confronto, quasi 20 punti a partita, un handicap di tipo “trottistico”, viene dalle motivazioni, l’esperienza, la determinazione, l’organizzazione che c’è dietro i pluricampioni e naturalmente il lavoro del coach e dello staff, preparatore atletico, medici, e quella scienza del possesso di palla. La filosofia di gioco per cui si può vincere e stravincere anche non avendo il pivottone ma con alte percentuali di tiro, bravura balistica che deriva da tecnica di passaggio, velocità, schemi, e significa quasi 20 palle recuperate di media contro ogni rivale, 21 in gara4, un tesoretto da spendere in ogni occasione. Il senso del possesso in campo ma anche fuori, quella cannibalizzazione sportiva che è un’arma a doppio taglio, con tutto il rispetto nei confronti di chi vince e valorizza al meglio la propria impresa, e si spera anche a favore degli interessi del movimento.

Non bisogna però essere precipitosi, gli albi d’oro fanno storia in partenza, per il resto rimando a una frase di Peterson, “Le squadre e i campioni vanno giudicate a 5 anni dal ritiro, come per i cavalli”. E’uno dei suoi tanti aforismi mutuati dai best-seller sportivi molto cari anche a Rino Tommasi il quale ha scritto un bel libro sulla sua ineguagliabile esperienza di inviato-globetrotter ricordando che “quando viene la sera, anche i nani fanno l’ombra lunga”. Senza riferimenti a persona o fatti di questa finale…

L’Armani cerca di cambiare registro partendo con le due ali in quintetto (Mancinelli e Hall, in panca capitan Mordente, la guardia), e difatti il risultato anche se la gara si vuole equilibrata è l’ennesima brutta partenza, 11-20 a 4’30” che significa calo immediato di fiducia , anche se “vince” il 2° tempo 25-21 grazie a Mordente e a Maciulis prima del crollo nervoso con una gaffe di Hall, una schiacciata fallita e un tecnico di Bucchi del possibile aggancio sul 52-54. Quello è il segno di resa, forse meno repentina di altre volte, ma con parziali netti negli ultimi due quarti, 13-24 e 12-23, squadra cotta, senza più stimoli. Bucchi è stato fischiato, avere un genio come Becirovic e non mandarlo in campo è inconcepibile, idem per il minutaggio di Monroe, dinamite pura, e Arnold, dimenticando che Bianchini vinse lo scudetto di Pesaro cambiando due americani in prossimità dei playoff, Cook e Daye. Vana anche una mossa scontata, la pressione di palla su McIntyre che, difatti, è stato il mattatore. Costruisci la panchina lunga e poi non la sfrutti nelle rotazioni? Davvero è difficile entrare nella testa della strategia di Milano che non è dettata da Bucchi ma più in alto.

Non vorrei essere noioso, in Italia Siena ha il merito anche di aver… azzerato la critica tecnica considerando la dialettica nociva come nelle pagine della sua storia medievale, l’ha ammesso “Supersimo” che ha coniato lo slogan “contro tutti e contro tutti” giustificandosi col fatto “che volevamo a tutti i costi questo titolo consecutivo, ancora più speciale, e ci siamo costruiti attorno tanta pressione”. Adesso, caro coach dell’amata Lupa, il giochino è finito, devi entrare nei panni del CT della nazionale e appena ci avrai dato la lista degli azzurri che ci incuriosisce parecchio, magari potrai pensare anche a uno sciopero dei giocatori come hanno fatto Bearzot e Lippi contro i “banalizzatori” i quali, proprio perché ti stimano e ti hanno sempre portato in palmo di mano, hanno il diritto di dire la loro.

Il reato di Lesa Maestà è scomparso anche nell’ex regno di Bokassa. Certo, da Supersimo si vuole un’impronta anche nelle scelte che precedono un progetto, ad esempio un grande coach doveva pretendere da Meneghin che mettesse 600 mila euro quando se ne spendono 800 mila per il marketing per una wild card ai mondiali, e poter partecipare a una competizione con il Dream Team, la Spagna, l’Argentina e non accontentarsi di un pre-europeo che sa di poco, con tutto l’amore che abbiamo per la maglia azzurra, magari anche più di chi la gestisce che guarda ad altri interessi, quali la geopolitica e il manuale Cencelli. Non capiremo mai perché la wild card l’abbia acquistata un Libano travagliato da problemi sociali e civili, e non una Fip che un anno fa ha speso centinaia e centinaia di milioni di euro per perdere la corsa all’organizzazione ai mondiali.

Le cifre comparate –
Punti 69-93 (19-26, 44-27, 57-71).Falli 20-17. Tiro da 2: 20/31 64,5%, 19/34 55,9%. Tiro da 3: 6/19, 31,6%, 13/32, 40,6%. Tiri liberi: 11/13, 84,6%, 16/21 76,2%. Rimbalzi: 26 (4-22), 35(15-20. Stoppate 2-0. Perse: 20-11. Recuperate 11-21. Assist 16-13. Valutazione 1113-75 (+38). Milano ha ceduto nel taglia fuori, 15 rimbalzi di Siena uguale secondi tiri.

Cifre individuali – Punti: 28 McIntyre. Minuti: 33 Hall. Falli commessi: 4 Mancinelli Falli subiti: 4 Rocca e Sato. Tiro da 2: 5/6 83% Maciulis e Mancinelli. Tiro da 3: 6/10 McIntyre 60% . Tiri liberi: 4/4 McIntyre. Rimbalzi totali: 8 Stonerook, rimbalzi difesa: 6 Stonerook , Hall , rimbalzi attacco: 4 Eze. Palle perse: 6 Bulleri. Palle recuperate: 3 Lavrinovic . Assist: 4 Mancinelli. Valutazione: 26 Lavrinovic. Gli italiani di Siena non hanno segnato un punto in 17 minuti totali.

MVP - McIntyre, grande recita.Quintetto ideale: McIntyre, Sato, Mancinelli, Lavrinovic, Stonerook.
Sala Stampa – Simone Pianigiani: “Ci siamo costruiti intorno tanta pressione perchè volevano questo quarto titolo consecutivo, ancora più speciale e qualcosa di irripetibile. La vittoria è di tuttii.Adesso costruiremo un gruppo parzialmente nuovo,. sono esausto ben venga la Nazionale che mi permetterà di cambiare situazioni e anche punti di vista”. Piero Bucchi “Siena più forte di noi, ringrazio i miei ragazzi la nostra stagione è stata un successo”.

Controcorrente “…” – Fa un po’ specie che Monroe, eccellente fino ad allora, abbia visto dalla panchina i buoi fuggire dalla stalla” (Gazzetta.it)

Il borsino –
Siena anche quest’anno non ha vinto a stravinto, e Milano …straperso,prendiamo in parola Re Giorgio che ha promesso il prossimo scudetto, ma coin questo team è difficile, e non è soprattutto questione di soldi.

Il record - Altre 4 formazioni hanno vinto 4 scudetti di fila, Assi Milano (1924-1927), Borletti Milano (1936-1939), Virtus Bologna (1946-1949) e Simmenthal Milano (1957-1960), il record di 5 è della Borletti Milano (1950-1954), da quando nel ’79 si giocano i playoff Siena ha battuto il record di 3 scudetti vinti da Milano (1985-1987) e Virtus Bologna (1993-1995). Pianigiani conquista il suo 4 titolo di playoff come Dan Peterson e Ettore Messina ed eguaglia la serie di Cesare Rubini (1957-1960), Guido Brocca (1924-1927) e Giannino Valli (1936-1939) e di Cesare Rubini (57-60) che però in precedenza ne aveva vinti 5 di fila (1950-1954 ). Er quanto riguarda la classifica assoluta, 1° Rubini con 15, 2° Peterson con 5, al 3° posto Messina e Pianigiani. Ma Messina ha vinto con 2 club diversi, mentre conviene non dimenticare le 3 vittorie di Bianchini con 3 club diversi e le 4 finali.

Gli Oscar – MVP: Terrell McIntyre. Lavoro oscuro. Shaun Stonerook. Impatto sulla gara: Simone Pianigiani. Star System: Ferdinando Minucci (presidente Mps).

Premio Fagiolo – Razsie Award a Morris Finley (ha subito troppo l’ex squadra con carenze in regia) e Piero Bucchi, 0-8 nelle finali con Siena (1-11 in totale nelle finali), la misteriosa messa in panchina di Becirovic che gli è costata i fischi del pubblico alla premiazione e la poca fiducia in Monroe e Arnold match winner di Caserta

Tabellino - Armani Jeans- Mps Siena 69-93 (19-26, 44-47, 57-71). A.Milano: Finley 2, Maciulis 13, Mancinelli 12, Hall 8, Rocca 12; Mordente 5, Bulleri 5, Monroe 10,Arnold 2. N.e:: Ianes,Viggiano. Becirovic. All.: Bucchi. Mps Siena: McIntyre 28, Sato 16, Hawkins 8, Eze 4, Stoneroook 11; Domercant 9, Zisis 2, D’Ercole, Carraretto, Lavrinovic 15, Ress, Marconato, Stonerook 11 . All.: Pianigiani. Arbitri: Lamonica, Begnis, Sahin. Note – Tecnico a Bucchi al 25′18″. Spettatori: 9.306.

Arbitri –
Non sono stati i migliori ma nemmeno i peggiori nelle parti in commedia di questa sfida.