Arrigoni e la Cantù che verrà
Cosa resta di questa stagione?
La soddisfazione e la gioia di aver visto un gruppo crescere e diventare una squadra vera. E che, con risultati importanti, si è guadagnato il rispetto di tutti.
Di chi i meriti?
La leva è stata l'allenatore, ma tutti i giocatori hanno messo del loro per sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda del coach. La squadra si è sempre fatta trovare pronta agli impegni.
Se l'immaginava così?
Ero abbastanza certo delle qualità del nostro tecnico così come dello spessore dei giocatori scelti. Con il cambio Jeffers-Micov abbiamo quadrato il cerchio pur se non completamente perché qualche buco nel nostro roster, strutturalmente c'è sempre stato. Ma sono stati tutti bravi a farsi trovare pronti quando è stato necessario. E dopo ogni sconfitta hanno sempre pervicacemente cercato di metterci una pezza. Perché, appunto, c'era lo spirito giusto.
I giocatori sono andati oltre?
Conoscevamo i loro pregi e difetti e sapendo che mediamente erano abbastanza giovani ci attendevamo che progredissero nel corso del campionato. E così è avvenuto. Non ero forse informatissimo su Micov ma Trinchieri ha perorato con energia la causa. Quando è arrivato, Vlado era ancora indietro di cottura a causa di un periodo di "quasi inattività", ma poi ha dimostrato doti eccellenti.
Micov, già rifìrmato, sarà il primo di una serie di punti fermi?
Personalmente trovo molto più difficile giostrare sulle riconferme che rifare tutto d'amblais. Io non mi sgomento nel dover ricreare. Mi rendo conto, tuttavia, che poter riconfermare qualche pezzo pregiato possa rappresentare un vantaggio perché significa poter proseguire un percorso già intrapreso.
Dopo Micov, sta per toccare a Markoishvili?
Ha tre agenti, non è semplice metterli tutti d'accordo. Il nostro jolly, però, è rappresentato dal desiderio - vero - da lui stesso espresso di voler restare a Cantù. Sì, spero proprio di riportarlo a casa.
Magari con un biennale, così come con Micov?
Non è questione di contratti pluriennali, soprattutto se parliamo di giocatori giovani. Perché altrove potrebbero monetizzare molto meglio la loro splendida stagione. Piuttosto, gente come Manu e Vlado deve essere convinta che una piazza come questa sia più funzionale alla propria crescita sportiva. Perché loro crescono con noi e noi cresciamo con loro. Che io sappia, Micov ha rinunciato a qualcosa di economicamente molto interessante all'estero (i turchi del Galatasaray su tutti, sembrerebbe, ndr).
Il terzo tassello sarebbe Leunen?
Sì, ma qui i tempi si allungano un po'. I casi sono due: se ha in mente l'ultimo assalto alla diligenza per tentare di attaccarsi al carro Nba, allora si tratta di un sogno più che legittimo. Se, invece, pensa che comprare del tempo gli servirà per trovare situazioni più favorevoli in Europa, allora la questione cambia. Ma adesso io non lo posso sapere. Di certo, lo si potrà verificare.
Certo che riconfermare Leunen sarebbe un altro gran bel colpo.
Siamo innamorati della sua tipologia di giocatore e ci rendiamo conto che Maarty sia un elemento fondamentale per noi anche se quest'anno è giunto provato al finale di stagione, tre chili sotto peso. Già pensato al suo eventuale sostituto? No, al momento non ci siamo ancora guardati attorno. A tempo debito gli faremo un'offerta, poi vedremo.
Vero che gli altri che vorreste tenere sono Mazzarino, Ortner e Mian?
Non mi pronuncio se non per affermare che per tutti gli altri che non siano Micov, Markoishvili e Leunen, restiamo in attesa degli eventi. L'indirizzo generale sarà quello di puntare sulla formula con i due americani e i quattro europei, dopodiché dipenderà dagli incastri. E dai soldi, è sottinteso...
A proposito di denaro, dopo l'ingresso del Bennet, l'uomo mercato per eccellenza qual è appunto Arrigoni quest'estate avrà a disposizione un budget più robusto?
L'ingresso di un nuovo sponsor non significa necessariamente avere più quattrini da spendere. Piuttosto, è la continuità nella solidità l'aspetto più importante perché ampliare la base degli investitori ti fa guardare al futuro con maggior tranquillità. Se uno deve invece svenarsi ogni anno per mandare avanti il giocattolo, arriva poi a un certo punto che si stanca. Di contro, una gestione un po' più leggera, corroborata magari dalla passione, ti induce a proseguire decisamente più contento.
Insomma, un po' di ossigeno per la proprietà Cremascoli.
I fratelli Anna e Paolo si stanno rendendo protagonisti di una politica di marketing particolarmente viva e vivace sul territorio. E questo è un passaggio fondamentale. Non avremo mai i soldi Roma o Milano, ma piuttosto che trovare un milione di euro in più adesso che poi l'anno prossimo non avrai più è decisamente meglio porre le basi per garantirsi un futuro sereno.
Mai pensato che questo potesse essere l'ultimo anno di Arrigoni in Brianza?
E perché? In verità, qualche messaggio l'ho ricevuto da altri club, ma si è trattato di inviti che ho gentilmente lasciato cadere nel vuoto. Confesso, comunque, che mi ha fatto molto piacere sapere di tale interesse verso la mia persona, ma questa è casa mia e qui voglio restare. Semmai, mi auguro solo che non siano gli altri che lavorano quotidianamente al mio fianco a stancarsi di me!
Arrigoni è stato votato dalla Lega il miglior manager dell'anno: gran bella soddisfazione, vero?
Sì, ma il migliore dell'anno scorso, vale a dire di una stagione che ci siamo già messi alle spalle. E io preferisco sempre guardare avanti. Per poi magari anche prendermi dell'asino!
Lei passa per uno dalla scorza dura, ma non dica che non si è emozionato in gara-3 contro Siena quando il Pianella ha intonato, ritmandolo, il coro «Orgogliosi di voi»...
Certo che sì, ma mentre i sentimenti sono duraturi, le emozioni si bruciano in un attimo. E i giocatori sono i primi a saperlo perché con questa mobilità pazzesca non è più come ai tempi del cartellino quando l'atleta era veramente un asset della società. Ora sono semplicemente artisti che vanno dove vengono chiamati a esibirsi.
A proposito di esibizioni, ha seguito le vicende del nuovo palazzetto?
Sinceramente no. E' un capitolo che non mi appassiona, perché il mio palazzetto è solo questo. E' solo il Pianella. E non potrà essere nessun altro.
Fabio Cavagna