Spunta Fisher, Lakers corsari
Pum! Il più classico dei ribaltoni. I Celtics perdono sul proprio campo giocando esattamente il basket che non volevano giocare, i Lakers dominano a lungo e si vedono poi salvati da Derek Fisher nella siccità finale: Los Angeles gioca splendidamente in attacco per tre quarti, trova con continuità la via del canestro e toglie a Boston la possibilità di correre in campo aperto; a metacampo la marcatura contemplativa di Bryant, che concede costantemente tre metri di spazio a Rondo, funziona, perché il Mamba leva ai Celtics il gioco in pick'n'roll, e quando Paul Pierce si vede ancora limitato dai falli e il Ray Allen da 32 punti e 8 triple di gara-2 si presenta sul suo campo con un raggelante 0/13 al tiro, allora aprire quella scatola è decisamente dura. Poi, con la difesa e la forza dei nervi, i Celtics tornano a contatto nel quarto periodo ma, con un Bryant in completa empasse, è il veteranissimo Derek Fisher a togliere le castagne dal fuoco per i gialloviola, perché l’uomo più discusso dei Lakers non ha 4 anelli alle dita per caso. E chi ci capisce qualcosa di questa serie alzi la mano.
Garnett, vicino all'ectoplasmatico nelle prime due gare, comincia con un 6-0 di prepotenza nel verniciato, mentre i Lakers perdono presto Artest per falli e attaccano in modo scoordinato: Boston controlla i tabelloni e può correre in transizione, dove Rondo banchetta per confezionare l'iniziale 12-5 biancoverde. Jackson propone Walton su Pierce, ma The Truth sbaglia un paio di tiri comodi e viene sinistramente imitato da Ray Allen, molto freddo in avvio: Bryant, invece, comincia a scaldarsi, e Odom, altro grande punto interrogativo delle prime due partite, fornisce un apporto solido dalla panchina, a prescindere dalla tripla di tabellone per il sorpasso Lakers (14-16). Garnett, famelico, continua a martellare Gasol dal post-basso, ma LA prosegue nel giocare con una fluidità spettacolare in attacco, costringendo i Celtics a un ritmo non congeniale. Rivers prova a mischiare le carte dando tanto spazio alla panchina, ma si intestardisce inspiegabilmente con quintetti al limite dell'imbarazzante, e i Lakers approfittano dei lenti rientri difensivi avversari per dilagare sul +17 (20-37) in avvio di secondo quarto. Boston soffre in vernice per l'inadeguatezza di Davis e per la letargia di Wallace in versione negativa, mentre Robinson stenta nel dare ariosità al gioco: dopo una lunga pausa in panchina, è il ritorno di Garnett a dare una nuova dimensione difensiva all'interno del 9-0 che riavvicina i biancoverdi (29-37), ma i Lakers mantengono la doppia cifra di margine all'intervallo con un paio di pennellate di Bryant e l'attività di Bynum sotto i tabelloni (40-52). Su sponda Celtics, alla fine del primo tempo KG ha 15 punti a referto, annacquato, però, dall'1/13 del duo Pierce-Allen.
I primi e unici punti di 'He got game' arrivano su tiro libero con 9'10'' da giocare nel terzo quarto: il prematuro quarto fallo di Pierce costringe i Celtics ad affidarsi alle soluzioni offensive di Garnett, ma Bryant spadroneggia sulla testa di Davis quando Rivers richiama l'ex-Timberwolves in panchina. Los Angeles sembra poter facilmente amministrare, ma piano piano Tony Allen toglie ritmo offensivo a Kobe, e con un paio di giocate di reattività in attacco pesca dalla spazzatura i punti del -4 (61-65): Davis trova un paio di belle soluzioni nel traffico, poi Rondo riesce finalmente a correre un'azione in campo aperto... et voilà! Boston è ancora lì, sul -1 (67-68). L'inerzia sembra poter tornare in mano ai biancoverdi, ma un dubbio fallo in attacco di Ray Allen e colpo fortuito al volto che toglie Tony Allen dalla partita ribaltano ancora il tutto: Bryant, completamente spaesato, si perde in forzature, e allora è Derek Fisher, con tutto il suo bagaglio di esperienza, a interrompere le difficoltà offensive dei Lakers con quattro canestri consecutivi (73-78). Pierce e Garnett riportano Boston a -2, ma i Lakers insistono nel cavalcare il mismatch con Davis a centroarea e ritrovano ossigeno con un insperato canestro di Bryant (il primo del quarto periodo!) a 1'41'' dalla sirena. Nonostante le percentuali raggelanti, Boston si affida ad Allen per la tripla del possibile -1 dall'angolo, ma Ray trova solo il ferro e perde Fisher sul rimbalzo lungo in campo aperto: il Pesce è diabolico nel superare Garnett a centrocampo e a finire con un 2+1 che chiude la partita (80-87). L'ultima speranza dei Celtics, dopo una dubbia rimessa in attacco su libero sbagliato di Pierce, viene affossata da un fallo in attacco di Garnett su Gasol: giovedì si torna ancora in campo a Boston, ma per quello 0/13 non ci contate...
Boston Celtics: Pierce 15, Garnett 25, Perkins 5, R. Allen 2, Rondo 11, Wallace 2, Davis 12, T. Allen 7, Robinson 5. N.e.: Daniels, Finley, Williams. All.: Rivers.
Los Angeles Lakers: Artest 2, Gasol 13, Bynum 9, Bryant 29, Fisher 16, Walton 2, Odom 12, Brown 4, Farmar 2, Vujacic 2. N.e.: Mbenga, Powell. All.: Jackson.