Trenkwalder, Alessandro Frosini la voglia c'è ancora

01.06.2010 12:02 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: L'Informazione di Reggio Emilia
Alessandro Frosini
Alessandro Frosini

Quando, terminata “gara tre” contro la Prima Veroli, tutto il pubblico gli ha dedicato una vera e propria standing ovation, un po’ di emozione, nel volto di Alessandro Frosini, si è vista.
Una bella soddisfazione per il pubblico reggiano e la società biancorossa, perché la semifinale di Legadue ottenuta dalla Trenkwalder di quest’anno non è davvero niente di che, per uno che in carriera ha vinto due volte l’Eurolega e altrettante lo Scudetto, senza dimenticare l’argento Europeo con la maglia azzurra del 1997.

Alessandro Frosini, con la sua classe, la sua grinta e la sua utilità sul parquet, ha però la capacità di entrare subito nel cuore dei tifosi. A Caserta, dove ha aiutato la squadra a ritornare in serie A, ancora lo venerano, e tutti i supporters biancorossi lo rivorrebbero rivedere con la maglia reggiana anche nella prossima stagione, nonostante sulla sua carta d’identità scoccheranno le 38 primavere. Perché un Frosini così, parliamoci chiaro, lo si terrebbe fino alla pensione.

“Senza dubbio ricevere tutti quegli applausi mi ha emozionato – ammette il pivot senese – credo che la gente abbia capito che io, con tutti i limiti che ho e gli errori che posso commettere, ho dato tutto me stesso in questa stagione e in questi playoff. Li ho voluti ringraziare tutti facendo il giro del campo a fine gara. “Il bilancio stagionale è positivo – prosegue Frosini – ma uscire così dai playoff, sconfitti per 3-0, lascia sicuramente rammarico e rabbia. Se guardiamo dove eravamo partiti a settembre, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e l’annata è stata ottima, però quando vedi che le cose vanno bene, ti ingolosisci e vorresti fare sempre di più. Per questo motivo, da parte mia c’è un po’ più di rabbia che soddisfazione, perché potevamo coronare un sogno che avevamo avuto il merito di costruirci. Non vanno dimenticate però le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare giorno dopo giorno. Sono stati nove mesi intensi, dove si è lavorato tanto in palestra e non si è mai smesso di lottare”.

Personalmente invece, come va valutata questa esperienza a Reggio?

“E’ stato un anno buono, sono felice di quello che ho potuto dare alla squadra. Spero di essere stato d’aiuto, nel mio ruolo di “chioccia”, ai tanti giovani di questo gruppo. Ho fatto vedere loro come si lavora in palestra e come si approcciano le partite, spero che abbiano fatto tesoro della mia esperienza. Poi, vi posso assicurare che anche a 37 anni suonati non si smette mai d’imparare e di perfezionare il proprio gioco. Speriamo quindi di trasformare l’amaro in bocca che mi è rimasto in qualcosa di positivo per il futuro”.

Parole che fanno capire che il futuro di Frosini è ancora su un campo da basket.
“Assolutamente si – replica convinto “Ale” – stare in mezzo a quel rettangolo di gioco mi piace, non c’è niente da fare. Sono sensazioni bellissime che provo di domenica in domenica. Quando capirò che è arrivato il momento di smettere, allora me ne farò una ragione, ma un altro anno lo voglio fare sicuramente”.

Quante possibilità ci sono di rivederti con la maglia della Pallacanestro Reggiana anche la prossima stagione?

“Io la voglia di giocare ancora ce l’ho. Il mio contratto scade il 30 giugno, ma ammetto che per me Reggio è una situazione ideale, perché ho già fatto un anno qua, ho conosciuto l’ambiente, ed inoltre questa città mi è molto comoda per i miei bisogni famigliari, essendo poco distante da Verona. La società mi ha cercato l’estate scorsa, ma venire qua è stata anche una scelta fortemente voluta dal sottoscritto. I presupposti per continuare questo rapporto da parte mia ci sono tutti, quindi spero di poterne parlare con la società tra qualche tempo, una volta tirate le somme della stagione e fatte le valutazioni del caso”.

E’ vero che le tue possibilità di restare a Reggio sono in parte legate anche a quella che sarà la decisione di coach Ramagli?

“Sicuramente Alessandro è stato molto importante per il mio avvicinamento alla Trenkwalder. Ho giocato in carriera con tantissimi allenatori, quindi non dico che senza di lui non rimarrei, però non nego che mi piacerebbe molto che continuasse questo rapporto con Reggio. Non so se lui ha già ricevuto altre proposte, ma in ogni caso sono situazioni che valuterà insieme alla società”.
 

Davide Draghi