Quelli che remano contro
Stiamo assistendo, e qui la curiosità è tanta, a prese di posizioni innovative per qualcuno, a deliri sommersi per qualcun altro. Creazioni di nuovi campionati a svantaggio di altri, nuove proposte e vecchi discorsi che l’appassionato distratto poco ci capisce. Cordate a favore, cordate che si stanno creando per non favorire questo o quello, tutto per il solito “bene” della nostra pallacanestro. Che Meneghin sia diventato il vessillifero dell’antibasket più assoluto, il capintesta di una “banda” dei nemici dei canestri? Sono parole molto forti, ma se per la maggioranza che conta, ovvero le società, piccole o grandi poco importa, non ne vogliono sapere, bisogna capire chi, fra tutti, sta remando contro, perché lo fa e quali sono o potrebbero essere i vantaggi. Discorsi variegati, commenti più o meno pungenti e tutto questo con un fine: “Far diventare o tornare grande la nostra Nazionale”. La Nazionale al centro di tutto e tutti e per farlo bisogna che i nostri giovani ritrovino lo spazio per giocare. Credo che i giovani italiani bravi, siano stati “bruciati” troppo in fretta in passato, perché per la troppa voglia di ottenere risultati immediati, non si è avuto il tempo di poterli aspettare. Ecco, il nostro male è proprio quello di fare, creare programmi che puntualmente non vengono rispettati, a tal punto che chi è delegato a lavorare per far crescere questi progetti, alla fine, viene messo in discussione se non addirittura in disparte (vedi Charlie Recalcati) come se fosse un “pirla” per dirla alla Mourinho. Bisogna combattere chi rema contro, il votaiolo che vende la buona immagine del basket in cambio di gettoni e gite per dirla alla Giordani. Siamo certi che si stia parlando di un nuovo che avanza o siamo dinnanzi ad una mancanza di idee costruttive o al seppellimento delle stesse?