Lupo Rossini lascia il campo e pensa a un futuro in panchina
VENTITRÉ ANNI di carriera, più ottocento partite in serie A, solo Meneghin e Dan Gay meglio di lui. Domenica dopo la partita con Venezia Alberto Rossini ha detto basta al basket giocato. A 41 anni comincia la vita ‘normale’, niente riflettori, applausi, adrenalina.
Tutto finito. Lupo Rossini, cosa fa un neo pensionato nella prima settimana di pensione?
«Sta qualche giorno a Treviglio, a casa della mamma — racconta al telefono l’ex capitano dell’Aurora —. Avevo bisogno di staccare la spina e di riposarmi. Soprattutto con la testa».
Ricorda l’ultimo pallone da giocatore?
«No. A dire la verità non mi ricordo nemmeno se gli ultimi punti sono stati quei due tiri liberi o il tap-in».
Il primo pensiero appena ha suonato la sirena.
«Aver fallito: ci tenevo troppo a questa salvezza».
Dopo, a freddo?
«Mi sono sentito cadere tutto addosso: sarà stato il momento giusto? quanto mi mancherà? Forse solo ad agosto riuscirò a darmi una risposta».
Terzo di tutti i tempi per presenze in serie A, mai fatto un pensierino al primo posto?
«Avrei dovuto giocare un altro anno, francamente non me la sentivo più. Alla fine si ricordano solo se qualcuno si avvicina al record. Chi si ricordava delle 850 partite di Dan Gay?».
Adesso l’aspetta il corso da allenatore. Ipotesi ventilata un anno fa all’Aurora del dopo Zanchi.
«Una proposta che in quel momento mi ha lusingato. Io però risposi che volevo giocare e la cosa è finita li».
Ha già detto che si terrà in forma per qualche partitella tra amici. E se qualche squadra dei dintorni le chiedesse di dare una mano?
«Ringrazierei ma declinerei l’invito. Non me la sentirei di scendere di categoria, e poi a me piace sempre dare il cento per cento in ogni cosa che faccio. Se c’è da giocare su un campetto o un torneo amatoriale ben vangano, sempre in amicizia, però».
I suoi attuali rapporti con l’Aurora?
«Ottimi: con Roberta (Fileni ndr) ci risentiremo più avanti. In questo momento la società deve risolvere i suoi problemi, non c’è nessuna fretta».
Disponibile per un eventuale ruolo dirigenziale?
«Ci ho pensato: non credo di essere la persona giusta, io non sono uno che scende a compromessi. Non ho mai avuto un procuratore o un agente, probabile che ci litigherei subito».
Lo sapeva che i tifosi di Avanguardia hanno chiesto alla società di ritirare la sua maglia?
«Non lo sapevo. Ne sono onorato, con loro ho sempre avuto un bel rapporto, loro si identificavano in me ed io mi sono sempre identificato in loro».
Cosa riserva il futuro ad Alberto Rossini?
«Un ruolo da allenatore. Mi piacerebbe allenare i bambini ma non guadagnerei abbastanza per vivere, allenare a certi livelli sarebbe una sfida per la quale mi comincio a preparare»
Come si vede da qui a tre mesi, quando ci sarà il raduno dell’Aurora?
«Farò come i pensionati che fuori dal palazzetto vanno a vedere gli altri che si allenano! Scherzo. In questo momento proprio non lo so, ve lo saprò dire ad agosto».
Gianni Angelucci