Stasera alle 20.30 al PalaLottomatica la sfida con Varese alla ricerca dell'ottava vittoria interna consecutiva
17.04.2010 09:49 di Matteo Marrello
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Fonte:Corriere dello Sport (Roma)
Matteo Boniciolli coach Lottomatica
«Se continuiamo su questa strada possiamo pensare anche allo scudetto, perché no?». Quando parla, Matteo Boniciolli non è mai banale. Argomenta, spiega le sue idee e le difende. Qualunque esse siano. «Ditemi perché no? Spiegatemelo», rilancia. Questo è il coach triestino, che nella poltrona del suo studio al Palazzetto vuole infondere sempre più fiducia nei suoi. Per questo prima di un match che sulla carta può sembrare scontato suona la carica e rilancia la sfida a Siena. Già, perché Roma, fra "prove ed errori" è cresciuta, non ha mai perso in casa nella sua gestione (7 su 7) ed ha una consapevolezza diversa. Ma guai a sottovalutare Varese, che stasera vorrà tentare il colpaccio. «In questa quotidiana competizione con noi stessi questo è un impegno importante contro una squadra di veterani, gente che sa come gestire le proprie risorse -spiega Boniciolli -. Varese cambia spesso difese, va a zona 3-2 sulle rimesse, raddoppia sul pick'n roll, per batterla bisogna pensare, non solo essere energici. Non sarà una gara così scontata». Anche perché mancherà Hutson, per il problema alla tibia comunque in via di risoluzione. «Al suo posto ci sarà Gianluca Marchetti e con lui avremmo 7 italiani in panchina, segno che il progetto va avanti». ITALIANI - Già, perché il tema è sempre vivo. Questa squadra deve vivere sul rendimento degli azzurri. Ma se Crosariol a Teramo aveva iniziato con l'atteggiamento sbagliato, non ha convinto appieno l'utilizzo (scarso) di Datome. Il giocatore nei giorni scorsi ha espresso un minimo di scontento, senza far polemica, ma il tecnico giuliano ha spiegato: «Qui c'è un progetto chiaro, in cui gli italiani devono farci vincere le partite, non solo fare esperienza e maturare. Hanno doveri non diritti. Per questo se un giocatore fa 4 su 4 da tre sta in campo ed anche tanto, ma se si fa battere dal suo avversario no. Sta seduto. Questo vale per gli italiani ma anche per gli stranieri. Non si regala niente a nessuno». Poi infonde fiducia a Crosariol. chiamato a sostituire Hutson: «Ci serve, lui lo sa. Mi aspetto da Andrea una grandissima partita».
GIRO DI BOA - Per Boniciolli è il giro di boa. Un girone fa si sedette sulla panchina di Roma, il bilancio è decisamente positivo con 10 successi in 14 partite: «In questa classifica ad oggi saremmo secondi, dove dovevamo essere. Ma gli esami continuano. La crescita? È solo merito dei giocatori, non mio. Questa è la loro sfida, sono loro che si stanno superando, scoprendo qualità e limiti». Limiti magari di un roster che per i playoff rischia di ritrovarsi "corto" fra i piccoli. Il coach ha le idee precise: «Ci serve uno che palleggi e sia pericoloso da fuori, per quello avevo sentito Boykins (ora a Washington). Uno che, qualora Vitali o Giochetti stessero male, possa darci una mano. Uno che sia forte, abbia le caratteristiche di Jaaber, magari con più tiro da fuori. Nei play off giocare 17 partite in 30 giorni è dura e vorremmo evitare di buttare nel cesso una stagione». Poi però ci tiene a chiarire una cosa, fondamentale per la fiducia della squadra: «Il tempo dell'inserimento fa la differenza. Chi arriva respirerà l'aria che c'è e si accoderà a un gruppo che ha fiducia, non dovrà essere il salvatore della patria».
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